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La Germania apre gli archivi dei campi di sterminio nazisti

28.04.2006
 
La Germania apre gli archivi dei campi di sterminio nazisti

Le autorita' tedesche hanno deciso di rendere pubblici i fascicoli riguardanti le 17 milioni e mezzo di vittime dell'Olocausto. Parlando ad una conferenza stampa tenutasi a Washington, il ministro della giustizia tedesco, Brigitte Zypries, ha dichiarato che la Germania e' intenzionata ad aprire gli archivi conservati nella cittadina tedesca di Bad Arolsen e rendere accessibili agli storici ed ai sopravvissuti una cifra oscillante dai 30 ai 50 milioni di documenti. Finora la Germania si era sforzata di non rendere pubblici decine di milioni di fascicoli, basandosi sul trattato di Bonn del 1955 che prevedeva un veto di 60 anni nei confronti dell'accesso pubblico agli archivi. Le autorita' tedesche affermavano di essere pronte a rivederne la forma a patto che non venisse pubblicato il numero esatto delle vittime.

Si calcola che gli archivi di Bad Arolsen contengano piu' di 20 milioni di metri di documenti utilizzati dalla Croce Rossa al fine di identificare le vittime, oltre ai fascicoli relativi ai campi di sterminio nazisti di Buchenwald e Dachau. Da parte loro i fascicoli contengono informazioni concernenti i prigionieri dei campi della morte e gli schiavi da lavoro provenienti dall'Europa orientale e dall'Unione Sovietica. Per molti anni i nazisti hanno ammucchiato e collegato fra loro i documenti con la tipica pedanteria che li contraddistingue. Inoltre gli archivi contengono anche i fascicoli del dopoguerra relativi a molti rifugiati che vennero successivamente riuniti dagli Alleati.

Gli storici hanno a lungo sognato di poter avere accesso ai fascicoli nazisti relativi alle milioni di vittime dell'Olocausto. I fascicoli pero' erano inaccessibili al pubblico a causa della loro segretezza, come per altro e' previsto da una moltitudine di leggi. Secondo il quotidiano tedesco Berlinere Zeitung, "il governo e' in procinto di rivedere le proprie posizioni sotto l'apparente pressione da parte degli Stati Uniti". Il ministro della giustizia tedesco, nel corso della sua visita a Washington ha affermato che " il governo federale e' a favore dell'apertura degli archivi".

Finora la commissione della Croce Rossa internazionale era una delle poche organizzazioni che aveva accesso ai fascicoli classificati degli archivi di Bad Arolsen e per circa 60 anni si era occupata dell'identificazione di vittime e sopravvissuti dei campi di sterminio nazisti. I sopravvissuti necessitano di un notevole quantitativo di documenti al fine di comprovare la loro presenza nei campi della morte per poi godere del diritto di ricompensazione ed altri benefici.

Solamente nel 2005, gli archivi di Bad Arolsen sono stati soggetti a piu' di 150.000 richieste da parte delle vittime del regime nazista.

La Germania apre gli archivi dei campi di sterminio nazisti
Va considerato che per soddisfare una singola richiesta ci vogliono diversi anni a causa della scarsita' di informazioni.

Le autorita' tedesche in precedenza negavano agli storici l'accesso agli archivi sostenendo che essi contengono "informazioni di carattere personale decisamente sensibili". Si ha ragione di credere che i documenti includano elenchi di esiliati ed ammalati; le carte di registrazione specificano identita', motivi di reclusione ed altri "dati medici". Il quotidiano Berlinere Zeitung evidenzia il fatto che "i fascicoli contengono indubbiamente dati decisamente sensibili utilizzati dalle SS al fine di documentare qualsiasi sospetto di "caso asociale" inclusi omosessuali e criminali. Nel frattempo non si capisce perche' tali documenti debbano continuare a rimanere classificati".

La discussione su se sia giusto che agli archivi venga dato pubblico accesso e' diventata ancor piu' accanita in seguito alle critiche mosse nei confronti del governo tedesco da parte del direttore del Centro studi dell'Olocausto, Paul Shapiro. "Gli archivi contengono documenti relativi al sistema dei campi di sterminio nazisti e alle sofferenze delle vittime. In secondo luogo, contengono altresi' dati relativi a milioni di schiavi da lavoro. E in ultimo, essi contengono informazioni su avvenimenti accaduti dopo la fine della guerra, sul ritorno a casa dei prigionieri e sull'esodo dei rifugiati. In poche parole, tutto cio' che ha rappresentato Olocausto", ha dichiarato Shapiro.

Negli anni '80 e '90, gli storici tedeschi, russi ed israeliani hanno dimostrato un interesse sempre crescente nei confronti dello studio dei documenti relativi agli archivi nazisti. Il problema dello studio dettagliato dei crimini commessi dal regime nazista ha toccato il suo apice dopo la riunificazione delle due Germanie.

Gli archivi di Bad Arolsen consentirebbero agli storici di ricostruire dettagliatamente e giorno per giorno i fatti avvenuti nei campi di morte nazisti. Tuttavia, va detto che le autorita' tedesche si sono finora rifiutate di fornire copie di determinati documenti al museo dedicato agli ex campi di concentramento.

Nel corso della sua ultima visita negli Stati Uniti, il ministro della giustizia tedesco Brigitte Zypries ha dichiarato che il governo tedesco "e' intenzionato a mettere fine all'inaccessibilita' degli archivi di Bad Arolsen". Ci si attende che la questione venga definitivamente risolta in occasione del prossimo meeting della Croce Rossa internazionale, in programma il 17 maggio. Secondo il quotidiano Berlinere Zeitung il Museo alla memoria dell'Olocausto degli Stati Uniti, "dotato di capitale e potenti lobbisti", diverra' una delle prime istituzioni ad avere accesso ai documenti.

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