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I metodi britannici per nulla inferiori a quelli della Gestapo

09.04.2006
 

Lunedi', per la prima volta sono state pubblicate immagini tenute rigorosamente segrete una sessantina d'anni, relative al programma di torture intrapreso dalle autorita' britanniche all'inizio della cosidetta "guerra fredda".

Le fotografie inquadrano uomini a digiuno per mesi interi, che venivano picchiati e tenuti in camere fredde negli innumerevoli centri inquirenti britannici situati sul territorio della Germania nell'immediato dopoguerra.

Alcuni detenuti morirono di fame, altri vennero picchiati a morte. I militari britannici adottavano le stesse torture che resero famosa la Gestapo. Tuttavia, le persone che appaiono sulle fotografie e rinchiuse nei centri inquirenti britannici, non erano dei nazisti, bensi' dei comunisti arrestati nel 1946 su sospetti legami con l'Unione Sovietica, alleata della Gran Bretagna sino ad un anno e mezzo prima.

E' assai prsumibile che all'interno del ministero militare britannico di allora, si ritenesse inevitabile la guerra contro l'Unione Sovietica e si decise di ricorrere a tali mezzi per ottenere informazioni relative alla metodologia militare sovietica e all'attivita' del controspionaggio comunista. Al pari dei presunti agenti sovietici, vennero altresi' sottoposte a torture decine di donne completamente innocenti, si suppone da parte di ex nazisti ed ex membri delle SS.

In questi giorni, al Ministero della difesa britannico hanno ammesso la veridicita' di tali avvenimenti cogliendo l'occasione per scusarsi ufficialmente. Il rappresentante del partito liberal-democratico Nick Harvey ha dichiarato a proposito: "Ormai e' tardi per accusare qualcuno personalmente, tuttavia per il Ministero della difesa britannico non e' mai troppo tardi per ammettere cio' che e' in realta' successo".

Sherman Carroll, rappresentante del Fondo medico a favore delle vittime delle torture, ha affermato che le autorita' britanniche dovrebbero scusarsi e provvedere a rimborsare tutti i sopravvissuti: "Le dichiarazioni relative al fatto che la Gran Bretagna non ricorse a torture ne' durante la Seconda guerra mondiale ne' successivamente, non sono altro che un mito propagandato per interi decenni".

Il Ministero della difesa britannico si e' rifiutato di reagire in qualsiasi modo all'appello, affermando che l'attivita' dei centri inquirenti rientra nella competenza del Ministero degli esteri.

I documenti governativi appena resi pubblici testimoniano il fatto che il governo laborista tento' accuratamente di nascondere all'opinione pubblica il crudele trattamento riservato ai rinchiusi, trattamento che secondo il parere di uno dei ministri "non era per niente inferiore a quello praticato nei campi di sterminio nazisti".

Le fotografie sono state tenute rigorosamente al segreto per 60 anni. Quattro mesi fa, esse vennero temporaneamente escluse da un rapporto della polizia relativo al crudele trattamento riservato ai rinchiusi in un centro inquirente nei pressi di Hannover. Tutto cio' avvenne non molto prima che il rapporto fosse trasmesso al quotidiano "Guardian", in relazione alla legge sulla liberta' d'informazione.

Nonostante il fatto che nel documento al momento a disposizione del Ministero degli esteri le immagini fossero assenti su richiesta del Ministero della difesa, alla fin fine esse vennero pubblicate in seguito ad un reclamo ufficiale da parte della redazione del Guardian. Le fotografie furono scattate nel 1947 da un ufficiale della marina intenzionato a mettere fine al programma di torture.

Nonostante tutto, il Ministero della difesa britannico continua a non fornire informazioni relative all'attivita' del centro inquirente operante nel centro di Londra dal 1945 al 1948. Rappresentanti ufficiali del ministero affermano che i documenti non possono essere mostrati dal momento che essi furono corrosi dall'amianto.

Fonte: The Guardian

Traduzione: Aleksandr Timoschik

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