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La guerra delle caricature: perche' proprio adesso?

03.03.2006
 
La guerra delle caricature: perche' proprio adesso?

Non cessa lo sconcerto provocato dalla pubblicazione di caricature offensive nei confronti dei musulmani su alcuni giornali europei. Nella capitale della Siria, Damasco, sono stati distrutti le ambasciate di Danimarca e Norvegia. Nel vicino Libano, una massa di dimostranti ha fatto irruzione nel territorio del consolato danese incendiandolo. L'Iran ha deciso di interrompere i rapporti commerciali con tutti i paesi europei nei quali sono state pubblicate le caricature.

Nell' "asse del male" iraniana sono finite Danimarca, Norvegia, Germania, Francia, Italia... A dire il vero, alcuni di questi paesi (la Francia, ad esempio) risultano essere partner economici di prima importanza di Teheran. Per cui per quanto tempo il governo iraniano si atterra' alla decisone presa, resta un'incognita...

Per il momento, l'Unione Europea ed altri stati stati individuali che ne fanno parte (e che piu' di tutti sono stati presi di mira dallo sdegno musulmano), stanno sulla difensiva. Nelle capitali europee si preferisce discutere sull'enorme ruolo della liberta' di parola nel mondo moderno. Molti europei sinceramente non capiscono in che modo alcune caricature (tanto piu' lontanamente non tra le piu' ingegnose) possano provocare una tale tempesta di emozioni.

Tuttavia, resta la sensazione che l'attuale conflitto sia stato provocato in modo artificiale. Il fatto che il giornale danese "Julland-Posten" abbia peccato di eticita' nel pubblicare le caricature, non si discute. Ed in questo caso la liberta' di parola non c'entra per niente. Ma resta il fatto che le caricature sono state pubblicate a settembre dell'anno scorso. Perche', allora, sono venute fuori solamente verso la fine del gennaio 2006?

Sara' un caso o no, ma l'inizio delle manifestazioni antidanesi (ma adesso sara' meglio definirle antieuropee) nel mondo islamico, e' praticamente coinciduto con la vittoria del movimento radicale HAMAS e con una nuova ondata di tensione attorno al programma nucleare iraniano. La tensione, presa dal punto di vista di interessi da parte della dirigenza dell'HAMAS, rappresenta indubbiamente un metodo per distogliere l'attenzione da altri problemi. Attualmente, il futuro dell'autonomia palestinese e' un tema assai meno discusso rispetto ai primi giorni dopo le elezioni nel parlamento locale.

Per l'Iran, gli avvenimenti attuali rappresentano l'ennesimo espediente per autodichiararsi leader del mondo islamico. Per lo meno, proprio la dirigenza iraniana non si e' limitata a far rientrare i propri ambasciatori dai paesi "peccatori", ma e' andata oltre, dichiarando l'interruzione dei rapporti commercio-economici. Come si puo' vedere, la fede e' piu' importante degli interessi.

Tale posizione, indubbiamente, riscontrera' il sostegno dell'opinione pubblica in molti paesi musulmani, il che' procurera' all'Iran punti supplementari nella lotta per la leadership nel mondo islamico.

Uno dei principali giocatori sulla scacchiera del Medio Oriente, gli Stati Uniti, per il momento resta in silenzio. Ma si puo' dire senza ombra di dubbio che Washington cerchera' di trarre il massimo vantaggio possibile dalle esitazioni delle quali in questo momento sono prigionieri gli europei. Nell'amministrazione americana, la pubblicazione dellle caricature e' stata definita "irresponsabile", sebbene alla Casa Bianca, per cio' che concerne altri casi, non si stancano di sottolineare l'importanza della liberta'di parola. Ma il caso in questione, a giudicare dal tutto, non appartiene a questa serie.

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