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Il piano di attacco israeliano contro l’Iran

25.10.2006
 
Pagine: 123

Secondo un profilo di Shalev pubblicato dai media israeliani nel 2004, il suo successo deriva dall’aver sviluppato una “pubblicità suggestiva” che mostra Israele in una buona luce senza “far ricorso a una diretta “hasbara” (propaganda) che spieghi la situazione di Israele che il Ministero degli Esteri israeliano deve diffondere ai media europei ed americani.” Secondo quanto afferma un dirigente israeliano di relazioni pubbliche, Shalev ha la capacità di raccontare la storia di Israele con modalità apprezzate dalle emittenti internazionali: “ (Shalev) mostra anche le cose dalla parte di Israele, non è uno di quei traditori che vendono per denaro la propria ideologia.

Lui ha la capacità di portare nel mercato queste cose nel modo in cui all’estero si vogliono vedere e questo è un aspetto molto importante.” Ma recentemente Shalev è diventato tanto sicuro da tentare una pubblicità aggressiva per Israele, a quanto pare sicuro che la BBC e le altre emittenti straniere continueranno a comprare i suoi film. Questo succede perché Shalev offre loro qualcosa che gli altri produttori cinematografici non possono offrire: l’accesso esclusivo alle forze di sicurezza israeliane, area questa off-limits per i suoi concorrenti.

Prima del disimpegno da Gaza lo scorso anno, per esempio, Shalev ha realizzato un indulgente documentario, trasmesso dalla BBC, sulla vita quotidiana di un soldato israeliano che a Gaza prestava servizio. Il film teneva ampiamente nascosto il contesto che avrebbe dovuto rendere consapevoli gli spettatori del fatto che il soldato stava imponendo un’occupazione illegale su Gaza che dura da quarant’anni, o che la Striscia è una prigione a cielo aperto in cui migliaia di palestinesi vengono uccisi dall’esercito israeliano e in cui la maggioranza degli abitanti vivono in miseria. Intervistato a proposito del documentario Shalev aveva detto: “L’esercito è davvero molto, molto attento. Non si spara in modo indiscriminato. Ho visto, e non si trattava di uno spettacolo allestito per noi, che prima di sparare un colpo ci doveva essere la conferma che nessuno fosse davanti o dietro l’obiettivo. L’esercito è davvero molto attento a non far fuoco deliberatamente.”

In altre parole il film di Shalev per la BBC non fa nessuna luce sul perché il fuoco “deliberato” di Israele ha ucciso centinaia di bambini palestinesi durante la seconda intifada o perché sono morti tanti civili per le armi da fuoco israeliane e per gli attacchi dei missili all’interno della Striscia di Gaza. All’inizio dell’anno Shalev ha girato un altro film per la BBC “The Hunt for Black October” per farlo coincidere con l’uscita del film Munich di Stephen Spielberg . “La BBC ottiene l’accesso esclusivo agli agenti segreti del Mossad incaricati di rintracciare il gruppo palestinese responsabile del massacro degli atleti israeliani alle Olimpiadi di Monaco del 1972” in questo modo la BBC è stata in grado di rendere incandescente il suo materiale promozionale.

L’ultimo film di Shalev, “Israele bombarderà l’Iran?” segue questo percorso già battuto. Arabi e musulmani sono ancora una volta privi di voce, visto che sono esperti non israeliani. Quindi come mai la BBC ha comprato questo pezzo di lampante propaganda? Questi sono alcuni indizi. Il film di Shalev include:

riprese realizzate all’interno dei bunkers Hezbollah sotto la supervisione dell’esercito israeliano mentre occupava il sud del Libano

“una visione rara” dell’interno della stanza di controllo satellitare dell’esercito israeliano, che spia i vicini arabi di Israele e l’Iran e che, secondo il programma, è “incredibilmente protetta nei suoi sistemi di sicurezza”

l’esclusiva partecipazione dell’ex capo di stato maggiore Moshe Yaalon che si dice si possa “intervistare raramente”

un’occhiata all’interno dell’impianto di costruzioni di armi di Rafael, che il programma ci dice essere “filmato raramente “

In altre parole la BBC e le altre emittenti che trasmetteranno questo “documentario” nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, sono stati abbagliati dalla capacità di Shalev di mostrarci il mondo segreto dell’esercito israeliano. Così abbagliati, si direbbe, da dimenticare di controllare – o peggio, semplicemente non se ne sono curati – che tipo di messaggio stava inserendo Shalev fra le sue esclusive riprese.

A qualcuno della BBC sarebbe dovuto venire in mente di chiedere come mai Shalev abbia queste opportunità di mostrare cose che a nessun altro è consentito far vedere. Forse quel settore di “hasbara” del Ministero degli Esteri israeliano è diventato molto più sofisticato di prima?

Il governo israeliano sta forse usando Shalev, consapevolmente o no, e lui a sua volta usa la BBC per diffondere la propaganda israeliana? Propaganda che presto potrebbe spingerci verso lo “scontro di civiltà” che la leadership israeliana desidera tanto.

Jonathan Cook

Documento originale Israel's Plan For A Military Strike On Iran

Fonte: www.canisciolti.info


Scrittore e giornalista con base a Nazareth, Israele. Il suo sito web è: www.jkcook.net
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