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Il piano di attacco israeliano contro l’Iran

25.10.2006
 
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Il piano di attacco israeliano contro l’Iran

Il Medio Oriente e forse il mondo intero, sono sull’orlo di una terribile deflagrazione visto che Israele e gli Stati Uniti sono pronti ad occuparsi delle presunte ambizioni dell’Iran di procurarsi armi nucleari. Israele, ogni giorno diventa più chiaro, vuole usare la propria forza aerea per sferrare un colpo contro Teheran. Non si sa se in questo attacco utilizzerà armi convenzionali o testate nucleari.

In questo momento potenzialmente catastrofico della politica globale, è bello vedere che una delle emittenti televisive più importanti del mondo, la BBC, ha deciso di trasmettere questa settimana un documentario dal titolo “Israele bombarderà l’Iran?” Questa domanda è sulle labbra di tutti e senza dubbio, con l’imprimatur della BBC, il programma si venderà in tutto il mondo.

Comunque le buone notizie finiscono qui. Perché il programma non fa alcun riferimento alle questioni più importanti sollevate dall’atteggiamento sempre più bellicoso di Israele nei confronti di Teheran. Non spiega che, senza una risoluzione dell’Onu, un attacco militare contro l’Iran per eliminare il suo programma di ricerca nucleare sarebbe una grave violazione delle leggi internazionali. Non chiarisce che il grande arsenale nucleare di Israele è stato sviluppato in segreto e senza alcun controllo da parte dell’Agenzia Internazionale dell’Energia Nucleare, o che è percepito dai suoi vicini come una minaccia e potrebbe alimentare la corsa agli armamenti in Medio Oriente.

E nemmeno spiega le conseguenze di un attacco israeliano sull’instabilità e sulla violenza in tutto il Medio Oriente, compreso l’Iraq, dove si trovano l’esercito inglese e quello americano come forze di occupazione. Non si tiene in alcuna considerazione di come nel lungo termine un’azione unilaterale da parte di Israele, con l’implicita ratifica della comunità internazionale, provocherà sicuramente un grande aumento della jihad globale contro l’Occidente.

Al contrario il programma dedica 40 minuti di ripresa alle gesta eroiche dei Top Gun dell’aviazione israeliana, e ai ricordi di piloti che hanno effettuato un simile “ardito” attacco contro i reattori nucleari iracheni nei primi anni ’80; alle minacce di colpire a distanza gli impianti iraniani di ricerca nucleare; alle interviste di tre ex primi ministri israeliani, di un ex capo di stato maggiore dell’esercito israeliano, di vari ufficiali dell’intelligence e di un professore che disegna progetti per l’arsenale militare israeliano.

Tutti dicono la stessa cosa: Israele sta per essere “cancellato” dalle armi nucleari iraniane e deve difendersi “qualunque siano le conseguenze”. A tutti è stato dato ampio spazio televisivo per ripetere senza contrasto la logora propaganda che Israele sta diffondendo sui propri media, che è stata amplificata con credulità dai media internazionali: cioè che l’Iran è governato da un fanatico anti-semita che, come Adolf Hitler, ritiene di poter compiere un genocidio contro il popolo ebraico, ma questa volta per mezzo di un olocausto nucleare.

Altra cattiva informazione israeliana, cui non viene dato credito dagli analisti seri, viene diffusa in modo acritico dai produttori del film: vale a dire che Hezbollah in Libano è un fantoccio dell’Iran, in attesa di aiutare il suo padrone nella distruzione di Israele; che tra qualche mese l’Iran sarà in grado di creare armi nucleari, un “punto senza ritorno”, come avverte il programma, e che un “fragile” Israele è sotto costante minaccia di annientamento da parte di tutti i suoi vicini arabi.

Ma il tema principale del programma – che fa eco alla stessa agenda di Israele –inequivocabilmente è che il presidente dell’Iran, Mahmoud Amadinejad, è determinato a distruggere Israele. I produttori del film considerano seriamente, al limite del reverenziale, i ridicoli commenti dei leaders israeliani a proposito di questa minaccia. Shimon Peres, il veterano ambasciatore itinerante del governo israeliano, pretende, per esempio, che l’Iran abbia fatto un’incitazione “al genocidio” contro Israele, e paragona la bomba nucleare iraniana a “un campo di concentramento volante” sottolineando che “nessuno vorrebbe vedere ritornare i tempi dei nazisti”.

Il ministro Avi Dichter, ex capo dello Shin Bet, il servizio di sicurezza interna, crede che Israele si trovi di fronte a una “minaccia esistenziale” da parte dell’Iran. E Zvi Stauber, già figura di rilievo dei servizi segreti militari, paragona la situazione di Israele a quella di un uomo il cui vicino “ha una pistola e ogni giorno dice di volerlo uccidere”. Ma il posto d’onore va a Binyamin Netanyahu, ex primo ministro e attuale leader dell’opposizione.

Lui dichiara ripetutamente che l’unica ragione possibile per cui l’Iran e il suo presidente potrebbero volere un arsenale nucleare è per “sterminare” Israele “se può farla franca, lo farà.” “Gli ayatollahs con le bombe atomiche costituiscono una minaccia tremenda per tutti noi” Un Iran con il nucleare “è una minaccia che non abbiamo mai visto prima.

Il piano di attacco israeliano contro l’Iran
Va oltre la politica” – a quanto pare peggiore degli stati nucleari della Corea del Nord e del Pakistan, quest’ultimo una dittatura militare ed amico degli Stati Uniti, che apertamente ha dentro i propri confini alcuni dei movimenti jihadisti più fanatici del mondo. A parte la comparsa di un diplomatico iraniano, nel programma della BBC non sono state ospitate opinioni contrarie; solo l’esercito israeliano e la leadership politica hanno potuto parlare.

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