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Il prezzo dell'errore: i 10 principali errori di giudizio dei presidenti americani

25.02.2006
 

Di errori ne commettiamo tutti. Ma un conto e' quando l'errore si riflette solamente su chi l'ha commesso (o su una ristretta cerchia di persone che lo circondano). Pero', immaginatevi per un attimo di essere il capo dello stato e che il destino di molti milioni di cittadini dipenda dalla saggezza delle vostre decisioni...E' chiaro che in questo caso il prezzo dell'errore sale considerevolmente.

Gli scienziati americani del centro Makkonnel dell'universita' di Louisville hanno effettuato un sondaggio nei confronti di analitici al fine di far luce sui principali errori commessi dai presidenti americani.

Al primo posto troviamo l'errore commesso dal quindicesimo presidente degli Stati Uniti James Buchanan. Secondo gli analitici, sottovaluto' la separazione degli stati del sud il che alla fine dei conti provoco' la Guerra civile.

Al secondo posto - l'errore commesso da Andrew Johnson, l'unico presidente americano messo da parte per mezzo dell'impeachment. La sua decisione, presa dopo la Guerra civile, consisteva nel rilasciare piu' liberta' alla popolazione bianca rispetto a quella nera negli stati meridionali. Questo porto' a vere e proprie ondate di protesta da parte della popolazione di colore a causa delle quali a rimetterci furono in molti, sia bianchi che neri.

Il terzo posto e' occupato da Lindon Johnson, che ha scatenato la guerra in Vietnam.

Il ventottesimo presidente americano Wilson occupa il quarto posto per aver rifiutato di trovare un compromesso in merito al patto di Versailles dopo la Prima guerra mondiale.

Al quinto posto la partecipazione di Richard Nixon allo scandalo Watergate nel 1972.

Il sesto posto e' occupato dall'errore di James Madison, incapace di evitare la guerra tra Stati Uniti e Gran Bretagna nel 1812.

Al settimo posto troviamo Thomas Jefferson, il quale nel 1807 con la legge sull'embargo compresse la liberta' economica degli stati e dei cittadini, andando a limitare il commercio con l'Europa.

L'ottavo posto e' occupato da John Kennedy, il quale autorizzo' l'invasione nella Baia dei porci provocando di conseguenza la crisi nei Caraibi. Nel 1961 fu liquidato un gruppo di 1500 paracadutisti formato da emigranti cubani e preparato dalla CIA per la lotta contro la rivoluzione cubana. Questa disfatta rappresento' la piu' grande sconfitta del presidente Kennedy e la piu' grande vittoria di Fidel Castro.

Il nono posto e' occupato da Ronald Reagan e la sua politica nei rapporti con l'Iran (scandalo "Iran-contras"). Il denaro ricavato dalla vendita segreta di armi all'Iran, andava a finanziare gruppi antigovernativi in Nicaragua denominati "contras".

Al decimo posto troviamo l'errore commesso da Bill Clinton nei confronti di Monica Lewinskj. Entrare nei dettagli di questo scandalo non ne vale la pena, dal momento che e' a proposito e' gia' stato detto e scritto tutto.

Su materiali dell'Associated Press

Preparati da Aleksandr Timoschik

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