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L'amministrazione americana in bilico tra l'amore nei confronti di Putin e la democrazia

06.03.2006
 
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L'amministrazione americana in bilico tra l'amore nei confronti di Putin e la democrazia

Il Washington Post ha di recente pubblicato un articolo abbastanza curioso. Riguarda le opinioni dei membri dell'amministrazione Bush sulle priorita' della politica nazionale estera nei confronti della Russia. L'articolo dice che molte autorita' governative d'alto rango, incluso il vicepresidente Richard B.Cheeney, sono a favore di una posizione piu' dura nei confronti della Russia a causa della sua politica interna basata sull'inosservanza di principi democratici, mentre inacettabili metodi di pressione vengono usati dal governo russo per cio' che concerne il fondamento nel seguire una politica estera che rispetti i vicini della Russia. Nel frattempo, il segretario di stato Condoleeza Rice rappresenta la fazione avversa all'interno dell'amministrazione americana, insistendo sul fatto che i rapporti tra Russia e Stati Uniti debbano essere basati su di una "collaborazione pragmatica". Il giornale cita un ufficiale d'alto rango il quale ha affermato che "attualmente all'interno dell'amministrazione c'e' tensione tra quelli che sono a favore di Putin e quelli che parteggiano per la democrazia. Il presidente e Condi sembrano essere in bilico tra queste due fazioni". Nel frattempo la Rice ha affermato che oggigiorno i rapporti fra gli Stati Uniti e la Russia "sono i migliori da molti anni a questa parte". La Rice ha inoltre condannato la nuova legge sulle organizzazioni non governative recentemente abolita dal parlamento russo, riconoscendo pero' che la causa del problema sta nella "pressione economica" da parte russa nei confronti dell'Ucraina. Tuttavia la Rice ha ammesso che gli Stati Uniti dovrebbero guardare il tutto da un'altra angolazione. "Le alternative sono queste: o dichiariamo che le cose in Russia non vanno bene per cui dovremo tornare al passato isolando i russi da attivita' tipo il concilio Russia-NATO e il G-8. Oppure inviamo ai russi il seguente messaggio: 'Vi vogliamo partecipi a queste organizzazioni aspettandoci che ne rispetterete le regole'," ha affermato la Rice.

Sull'altra sponda, il vicepresidente Dick Cheeney ha dato le necessarie istruzioni a John Negroponte, direttore della CIA, al fine di preparare i documenti relativi ai rapporti Russia-Stati Uniti. Nel corso di recenti udienze al comitato del senato americano, Negroponte ha reso pubblico un rapporto in merito alle principali minacce nei confronti della sicurezza nazionale americana. Il documento cita che "il potere tende a centralizzarsi nelle mani del governo, il quale da parte sua mira anche ad assumere il controllo sulla societa' civile e sui settori strategici dell'economia...collegati all'espandersi della corruzione." Il documento aggiunge che "il Cremlino attualmente si sente piu' forte grazie agli alti profitti incamerati dall'esportazione di gas e petrolio nonche' ai successi ottenuti nel campo della politica sia interna che estera". Secondo Negroponte, entro i prossimi anni la Russia potra' esercitare ancor piu' pressione per cio' che concerne le situazioni interne, divenendo cosi' un osso duro per gli Stati Uniti.

Si suppone che gli Stati Uniti riflettano su come salvaguardare la propria politica estera nei confronti della Russia. Tuttavia, malgrado alcune belligeranti dichiarazioni da parte di opponenti della cooperazione russo-americana, pare che l'America sia intenzionata a seguire la via suggerita dalla Rice, cioe' contare sulla Russia nell'ambito di una serie di progetti misti facendo pressione sul Cremlino per assicurare la democrazia.

Oltre a promuovere la democrazia in Russia, gli Stati Uniti sono intenzionati ad incoraggiare processi democratici anche nelle altre repubbliche dell'ex Unione Sovietica. Il congresso americano si pronucera' a favore dell' "atto di democrazia e diritti civili nell'Asia centrale", che riguarda cinque paesi di quest'area:Kazakhstan, Kirgistan, Uzbekistan. Tagikistan e Turkmenistan.

Si prevede di investire 188 milioni di dollari nei prossimi anni nell'ambito di una serie di programmi. L'ammontare di sostegno finanziario, economico e militare sara' pari al progresso che gli stati sopraelencati otterranno nel campo delle riforme democratiche. Una mancanza di progresso ridurra' il sostegno del 33% durante il primo anno, del 66% durante il secondo anno mentre per il terzo anno e' prevista la rinuncia da parte degli Stati Uniti a qualsiasi tipo di sostegno.

Pare difficile che gli Stati Uniti riusciranno a democratizzare il Turkmenistan, la cui vita politica e' brutalmente soppressa dal regime Turkmenbashi. Inoltre, l'elite politica di altri stati dell'Asia Centrale non vede di buon'occhio nessun tipo di cambiamento democratico che potrebbe andare ad incidere sul loro potere.

I risultati di un sondaggio d'opinione commissionato dalla CBS sono stati resi pubblici l'ultimo giorno di febbraio. Il sondaggio ha indicato che il rating di Bush ha raggiunto una quota bassa record del 34%. Secondo il sondaggio, il 50% degli americani sono insoddisfatti sul modo in cui Bush conduce la guerra contro il terrorismo. La politica della Casa Bianca in Iraq viene disapprovata dal 65%, mentre il 30% la sostiene. Il corso economico intrapreso dall'amministrazione e' disapprovato dal 65% degli interpellati, mentre il 32% ritiene che l'economia americana stia facendo bene. Il rating di Cheeney e' ancor piu' basso; un misero 18% degli interpellati ha espresso un'attitudine positiva nei confonti del vicepresidente.

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