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FAO: nessun progresso in 10 anni: 854 milioni a rischio fame nel mondo

31.10.2006
 

A dieci anni dal Vertice mondiale sull’alimentazione di Roma, non solo si è lontani dal conseguire l’obiettivo di dimezzare la fame nel mondo entro il 2015 che si prefissarono 185 capi di stato e di governo siglando la cosiddetta ‘Dichiarazione di Roma’, ma il numero dei sottonutriti è persino peggiorato: oggi 854 milioni di persone soffrono la fame nel mondo (cioè vivono con meno di 1.900 calorie al giorno), mentre nel 1996 erano 800 milioni.

Lo ha detto Jaques Diouf, direttore generale della Organizzazione dell’Onu per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), presentando il rapporto annuale sullo ‘Stato di insicurezza alimentare nel mondo’ (Sofi) e definendo “intollerabile e inaccettabile” la situazione e “vergognoso” il fallimento nel raggiungere l’obiettivo. “Oggi ci sono ancora 854 milioni di persone che soffrono la fame, di cui 820 milioni nel cosiddetto Terzo mondo, 25 nei Paesi in transizione e 9 in quelli industrializzati” ha precisato Diouf, aggiungendo: “E lungi dal diminuire questo numero aumenta con una media di quattro milioni l’anno”.

Se l’America Latina è passata da un tasso di sottalimentazione del 13% al 10% e la Cina dal 16% al 12%, nell’Africa subsahariana la diffusione della sindrome da immunodeficienza acquisita (sida/aids), guerre e carestia hanno contribuito a far passare la percentuale di malnutriti dal 36% al 56% e – se la tendenza persisterà – nel 2015 invece che un dimezzamento della fame ci sarà un raddoppio.

 Per cambiare la situazione, bisogna investire sullo sviluppo dell’agricoltura nelle zone rurali: “Il settore agricolo – si legge nel rapporto – è spesso il motore dello sviluppo per le economie rurali e l’aumento del rendimento agricolo può aumentare le derrate alimentari, ridurre il loro prezzo ma anche mobilitare l’economia locale generando la richiesta di beni e di servizi“.

Per onorare l’impegno preso al Vertice di Roma si dovrebbe ridurre il numero dei sottonutriti di 31 milioni l’anno da qui sino al 2015. Malgrado l’evidenza, secondo Diouf, grazie agli sforzi nel settore agricolo vi sarebbe ancora spazio per l’ottimismo e la risposta alla domanda se sia raggiungibile l’obiettivo del 2015, la risposta potrebbe positiva.

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