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Dal mondo

Adesso e' chiaro che la Guerra al Terrore e' una frode

28.04.2007
 

Nonostante molti cosidetti “patrioti” continuino a strumentalizzare la morte dei nostri soldati in Afghanistan, usandola come una scusa per soffocare il dibattito sul coinvolgimento del Canada nella Guerra al Terrore, vorrei dire che mentre nuove prove vanno emergendo, saremmo in verità dei vigliacchi ad ignorarle semplicemente perchè abbiamo perso dei soldati sul campo di battaglia e siamo quindi ciecamente legati a questa missione.

E nuove prove vanno accumulandosi intorno a noi, e pare che siano forti a sufficienza da dichiarare che tutta la Guerra al Terrore è in maniera inequivocabile una frode.

Virtualmente ignorata dagli organi mediatici mainstream, gli Americani hanno messo le mani avanti quest'anno con la nuova legge Irachena sul petrolio, che adesso sta passando attraverso il parlamento Iracheno.

Questa legge – contro la quale hanno dimostrato pacificamente decine di migliaia di Iracheni Lunedì scorso quando hanno richiesto l'immediata espulsione delle forze militari Statunitensi – trasferirebbe il controllo di una delle più grandi riserve petrolifere del pianeta da Baghdad al Big Oil – le Multinazionali del Petrolio, attribuendo così alla fine quel “premio” di cui notoriamente aveva parlato Dick Cheney nel 1999 quando ricopriva la carica di amministratore delegato della Halliburton.

“Il passaggio chiave della legge”, ha scritto James Ridgeway, corrispondente da Washington di Mother Jones lo scorso 1 Marzo, “è che le immense ricchezze petrolifere dell'Iraq [115 miliardi di barili di riserve accertate, le terze al mondo dopo quelle dell'Arabia Saudita e dell'Iran] finirebbero sotto il ferreo controllo di un nebuloso 'Consiglio Federale per il Petrolio e il Gas' che darebbe vita ad 'un pannello di esperti sul petrolio provenienti sia dall'Iraq che da fuori l'Iraq.' Il che significa, niente di meno che in forma predominante i dirigenti del Big Oil Statunitense.

“Questa legge non rappresenta nient'altro se non il furto e il saccheggio istituzionalizzato delle ricchezze petrolifere dell'Iraq. Rappresenta il rintocco funebre per le risorse nazionalizzate Irachene, che verrebbero fatte convergere in accordi di condivisione della produzione, il che si traduce in privatizzazioni selvagge e mostruosi tassi di profitto fino al 75% per il [fondamentalmente Statunitense] Big Oil. 65 degli approssimativamente 80 campi petroliferi Iracheni di cui si conosce l'esistenza verrebbero consegnati al Big Oil affinchè ne guidi il relativo sfruttamento.”

Mentre gli Stati Uniti sostengono che l'accordo sul petrolio darà agli Iracheni la loro fetta di “libertà e stabilità”, il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha riportato questa settimana che milioni di Iracheni si trovano in una situazione “disastrosa” che continua a peggiorare, con “numerose madri che si appellano affinchè qualcuno raccolga i corpi abbandonati nelle strade così che ai loro figli venga risparmiato l'orrore di doverli guardare mentre vanno a scuola.”

Quattro anni dopo l'invasione, sta diventando piuttosto evidente che l'Iraq è stato “pacificato” al solo scopo di poter essere aggredito economicamente. Qualunque considerazione umanitaria è del tutto secondaria. La disperata situazione in cui versa un milione di Cristiani Iracheni, che non hanno posto nel nuovo Iraq, mette bene in evidenza questa terribile verità.

L'Afghanistan nel frattempo ha dato agli Stati Uniti una testa di sbarco militare e strategica in Asia Centrale [che i sostenitori della “supremazia Americana” avevano invocato negli anni 90] ed è stato silenziosamente riportato in Novembre che i piani per la costruzione di un metanodotto da 3.3 miliardi di dollari sono stati accellerati “per aiutare l'Afghanistan a divenire un ponte energetico nella regione.”

Con molti Americani [compresi molti accademici ed ex alti ufficiali del governo Statunitense] che adesso mettono in questione anche i fatti fisici che riguardano l'11 Settembre e contrastano seriamente l'iperbole retorica sulla “militanza Islamica”, e mentre ci ritroviamo davanti agli organi di informazione più inetti e mortali che siano mai esistiti nella nostra vita, questo non è proprio il momento di darsi allo sciovinismo e di attribuire una cieca fiducia a persone come Dick Cheney, George W. Bush e Robert Gates.

I nostri giovani soldati valgono più di questo – non è vero, Mister Harper [Primo Ministro Canadese – n.d.t.]?

John Gleeson

Source: www.winnipegsun.com

Traduzione a cura di Melektro per www.radioforpeace.info

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