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Dal mondo

L'Apocalisse nucleare di Bush

26.10.2006
 
Pagine: 12

Come disse il generale Wesley K. Clark, ora in pensione, ed altri sottolinearono, una volta iniziata una campagna di incursioni aeree è solo questione di tempo prima che tu debba mettere le tue truppe sul terreno, oppure devi accettare la sconfitta, come fece Israele in Libano. E se cominciamo a lanciare bombe anti-bunker, missili cruise e bombe a grappolo sull’Iran, questaa è la scelta che dobbiamo fare: o mandarci le nostre truppe sul terreno a combattere una tanto prolungata quanto futile guerriglia o andarcene umiliati.

“Siamo un popolo che dimentica facilmente” disse l’ottobre scorso a New York il dr. Polk, un nostro vero esperto di questioni mediorientali, ad una platea di addetti alla politica estera, “avremmo dovuto imparare dalla storia che eserciti stranieri non possono vincere le guerriglie. Gli inglesi lo impararono dai nostri progenitori durante la rivoluzione americana e lo rei-impararono in Irlanda. Napoleone lo imparò in Spagna. I tedeschi lo impararono in Jugoslavia. Noi avremmo dovuto impararlo in Vietnam, e i russi lo impararono in Afghanistan e lo stanno sperimentando di nuovo in Cecenia, e naturalmente lo stiamo imparando noi in Iraq. E’ quasi impossibile vincere contro la tattica di guerriglia. Siamo inoltre un popolo molto vanitoso. Il nostro stile di vita è il solo stile di vita. Dovremmo sapere che non sempre i ricchi e potenti vincono contro i poveri e meno potenti.”

Un attacco all’Iran farebbe esplodere il Medio Oriente. La perdita del petrolio iraniano, assieme ai probabili attacchi dell’Iran con missili Silkworm alle petroliere ancorate nel Golfo Persico potrebbero far salire il prezzo del petrolio a 110 dollari al barile. Questo sarebbe devastante per l’economia nostra e mondiale, e innescherebbe probabilmente un’enorme depressione globale. I 2 milioni di Shiiti nel Bahrain, Pakistan e Turchia si rivolterebbero con forza contro di noi ed i nostri deboli alleati. Ci sarebbe un sensibile aumento di attacchi terroristici, anche su suolo americano e grandi sabotaggi a pozzi petroliferi in tutto il golfo. Per le nostre truppe l’Iraq diventerebbe un campo di morte perché gli Sciiti ed i Sunniti per la prima volta si unirebbero contro gli invasori.

Tuttavia, la nazione che pagherebbe il prezzo più alto sarebbe Israele. E la triste ironia è che quelli che promuovono questa guerra pensano di essere alleati di Israele. Una conflagrazione di questa magnitudine vedrebbe Israele risucchiato in Libano e costretto ad una guerra regionale, una guerra che segnerebbe il capitolo finale dell’esperimento sionista in Medio Oriente. Non a caso gli israeliani hanno chiamato il loro programma nucleare “l’opzione di Sansone”. La bibbia dice che Sansone, aggrappandosi alle colonne del tempio, lo fece crollare, uccidendo tutti intorno a lui, insieme a se stesso”.

Se siete sicuri di voler essere proiettati in paradiso, lasciando le vostre spoglie ai miscredenti, queste notizie dovrebbero rallegrarvi, se invece siete persone razionali, queste potrebbero essere le ultime settimane o mesi in cui beneficiare di quanto rimane della nostra stanca, morente, repubblica e del nostro stile di vita.

Chris Hedges
Fonte: http://www.truthdig.com/
Link: http://www.truthdig.com/report/item/200601009_bushs_nuclear_apocalypse

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