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Dal mondo

L'Apocalisse nucleare di Bush

26.10.2006
 
Pagine: 12
L'Apocalisse nucleare di Bush

La portaerei Eisenhower, col supporto di tre corazzate, la USS Anzio, la USS Ramage, la USS Mason e di un sottomarino ‘fast attack’, lo USS Newport News, proprio in questi giorni sta navigando verso lo stretto di Hormuz, presso le coste iraniane. Le navi saranno sul posto e pronte all’attacco dell’Iran prima della fine del mese. Potrebbe trattarsi di un bluff, potrebbe essere una messinscena. Forse si tratta solo di una dimostrazione di potenza militare americana, ma ne dubito.

La guerra contro l’Iran – una guerra che scatenerebbe uno scenario apocalittico in Medio Oriente – è probabile prima dello scadere dell’amministrazione Bush [a novembre 2008, n.d.t.]. Potrebbe già avere inizio entro le prossime tre settimane. Questa amministrazione, che si dice consacrata da un Dio cristiano al fine di ridisegnare il mondo, specialmente il Medio Oriente, all’inizio del suo regno individuò tre stati come “l’Asse del Male”, e cioè l’Iraq, ora occupato; la Corea del Nord che, perché munita di armi nucleari è intoccabile, e l’Iran.

Coloro che non prendono questa retorica apocalittica sul serio farebbero bene a guardare a persone come Elliott Abrams, che contribuì ad orchestrare la disastrosa ed illegale guerra dei Contras in Nicaragua e che adesso è stato incaricato dall’amministrazione Bush a sovrintendere il Medio Oriente per il Consiglio sulla Sicurezza Nazionale. Abrams ha una visione puerile del mondo, secondo lui suddiviso in buoni e cattivi, noi e loro, le forze delle tenebre e le forze della luce, e questa sua strana, crepuscolare mentalità ha fatto presa sulla maggioranza dei decisionisti che ci stanno rovinosamente portando verso un crisi di proporzioni epiche.

Queste persone perorano una dottrina di guerra permanente, una dottrina che, come William R. Polk sostiene, è una leggera variante della dottrina di rivoluzione permanente di Leon Trotsky. Queste due teorie rivoluzionarie hanno la stessa funzione, di intimidire e distruggere coloro che sono classificati come oppositori, di creare un’instabilità e una paura permanente e di zittire i propri cittadini che contestano le decisioni delle autorità in tempo di crisi nazionale. I cittadini statunitensi, lentamente spogliati delle loro libertà, sono nuovamente portati, come un gregge di pecore, verso l’abisso.
Ma questa sarà una guerra diversa. Sarà una guerra catastrofica che scatenerà gli incubi più ricorrenti ed apocalittici della visione cristiana. Purtroppo nell’entourage del presidente ci sono di quelli che pensano che tutto questo sia stato preordinato da Dio, addirittura il presidente stesso potrebbe pensarlo.

 L’ipocrisia di questa crociata morale di cui si vantano non sfugge ai cittadini del Medio Oriente. Si sa che l’Iran ha di fatto firmato il trattato di non-proliferazione nucleare, violandone soltanto una codicilla inserita dai vari ministri degli esteri europei, ma non ratificata dal parlamento iraniano.

Non contesto quanto si dice sulle intenzioni dell’Iran di sviluppare armi nucleari, e neppure minimizzo il pericolo che questo comporterebbe, se l’Iran dovesse arrivarci nei prossimi 5-10 anni, ma paragonate l’Iran al Pakistan, alll’India o ad Israele. Queste tre nazioni rifiutarono di firmare il trattato e svilupparono in segreto le armi nucleari. Si stima che Israele possegga dalle 400 alle 600 testate nucleari. La parola “Dimona”, nome della località dove Israele le produce, per i mussulmani è diventato sinonimo di minaccia, la minaccia che Israele rappresenta per la loro esistenza stessa. Che cosa hanno imparato gli iraniani dai nostri alleati israeliani, pakistani ed indiani?

Visto che ci siamo attivati per destabilizzare il regime iraniano reclutando gruppi tribali e minoranze etniche perché si ribellassero, visto che usiamo termini apocalittici per descrivere ciò che abbiamo in serbo per il regime dell’Iran, visto che altri stati medio orientali quali l’Egitto e l’Arabia Saudita stanno rumoreggiando di voler sviluppare anch’essi l’energia nucleare, e visto che, semplicemente premendo un bottone Israele potrebbe obliterare l’Iran, cos’altro possiamo aspettarci dagli iraniani?

L'Apocalisse nucleare di Bush
Per di più il regime iraniano ha intuito che la dottrina della guerra permanente implica attacchi preventivi e immotivati.

Coloro che a Washington premono per questa guerra sapendo ben poco dei limiti e del caos di una guerra quanto poco sanno del Medio Oriente, credono di poter colpire circa 1.000 siti in Iran per distruggerne il suo potenziale nucleare e azzopparne la forza militare composta da 850.000 uomini. Il disastro della recente guerra di Israele al Libano, dove le incursioni aeree israeliane non solo fallirono nel tentativo di sbarazzarsi di Hezbollah, ma ottennero invece che la popolazione libanese si schierasse con i militanti, non è neanche considerato. Dopo tutto questi “pensatori” non è che vivano in un mondo reale… Il bombardamento massiccio di Israele sul Libano non rappacificò 4 milioni di Libanesi. Cosa succederà quando cominceremo a bombardare un Paese di 70 milioni di persone?

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