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Ennesimo atto brutale dell'Estonia nei confronti del passato sovietico

26.05.2006
 
Ennesimo atto brutale dell'Estonia nei confronti del passato sovietico

Le autorita' estoni si stanno preparando all'ennesimo colpo basso nei confronti del loro passato sovietico. E' stato infatti recentemente proposto di rimuovere dal centro di Tallin il monumento in onore del soldato sovietico liberatore, che agli occhi delle autorita' estoni e dei nazionalisti non onora affatto la memoria di coloro che hanno dato la vita per liberare l'Estonia dai nazisti, ma viene bensi' visto come un simbolo di "occupazione".

Sabato scorso per le vie del centro di Tallin ha avuto luogo un meeting decisamente rumoroso al quale hanno preso parte circa 300 esponenti di organizzazioni nazionalistiche estoni per discutere chi fosse "a favore", cioe' della presenza del monumento nel centro della citta', e chi "contro", in poche parole per la rimozione del monumento da qualche altra parte, lontano dagli occhi, affinche' smettesse di ricordare quanto ha sofferto il piccolo stato baltico sotto l'oppressione di Mosca...

Va detto che alcuni degli esponenti piu' "caldi" dei nazionalisti estoni hanno proposto non di rimuovere il monumento, bensi' di farlo saltare in aria in maniera del tutto dimostrativa, mentre da parte loro, alcuni tra le personalita' piu' zelanti hanno iniziato a fasciare il monumento con delle corde, per dimostrare in maniera concreta ai riuniti cosa anbrebbe fatto "con monumenti del genere".

E nella notte di domenica alcuni ragazzotti in forte stato di ubriachezza hanno imbrattato il monumento di vernice. L'atto vandalico da parte dei "combattenti per la liberta'" ha provocato una reazione del tutto inattesa da parte dei nazionalisti; infatti dal mattino seguente gli abitanti della capitale estone hanno iniziato ad apporre fiori sul piedistallo del monumento...

Non e' rimasto all'oscuro dall'accaduto anche il capo del governo estone Andrus Ansil, al quale, evidentemente, il monumento dava fastidio da tempo. Il monumento in onore al soldato sovietico liberatore "rappresenta un simbolo di occupazione ed andava gia' tempo rimosso altrove", come e' stato fatto una quindicina di anni fa nei confronti di altri monumenti sovietici, ha dichiarato lunedi' scorso Ansil.

Secondo la sua opinione, il monumento "e' divenuto simbolo di un'occupazione che non va piu' tollerata", ed il primo ministro ha altresi' proposto di risolvere tale problema in una forma giuridica corretta: "Lo si puo' trasferire nel cimitero di Siselinn. Se emergera' che sotto il monumento ci sono resti di soldati, questi dovranno essere nuovamente sepolti". E' chiaro che per un capo del governo non sia troppo etico salire sul monumento munito di corde o imbrattarlo di vernice, anche se si ha l'impressione che se dipendesse solo ed esclusivamente da lui, il signor Ansil difficilmente resisterebbe alla tentazione...

Il problema, chiaramente, non e' rappresentato dal monumento in se'. In molti altri paesi dell'Europa orientale, monumenti in onore di soldati sovietici caduti in battaglia contro i tedeschi, hanno subito la stessa sorte nel periodo a cavallo tra gli anni '80 e '90. Questo tipo di psicosi si e' gradatamente attenuato. Ma non ovunque, come stanno a dimostrare l'attuale Estonia ed i suoi vicini baltici, per i quali le ex "SS" non sono altro che dei gentili nonnetti, mentre i veterani dell'Armata Rossa degli occupanti...

Per cio' che riguarda piu' da vicino il monumento in questione a Tallin, nel corso degli ultimi anni esso e' divenuto piu' che altro il simbolo della lotta da parte delle autorita' locali di riscrivere la storia e allo stesso tempo riabilitare i nazisti ed i loro "ammiratori". Il 9 maggio di ogni anno, centinaia di persone si radunano attorno al monumento per rendere onore ai soldati sovietici caduti durante la Grande guerra Patriottica, nonostante il fatto che per le autorita' estoni questo giorno da tempo non sia piu'considerato una festivita'. E per loro, cosiccome per tutti i membri delle varie organizzazioni nazionalistiche, il monumento non rappresenta altro che una fonte di profonda irritazione, se non altro per il fatto che molte persone in Estonia ricordino tuttora cos'abbia rappresentato il nazismo e quanti soldati sovietici abbiano dato la propria vita per combatterlo e sconfiggerlo. Per questi cittadini estoni la parola "occupanti" in questo contesto e' decisamente fuori luogo.

Oleg Artiukov

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