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Gli Stati Uniti sull'orlo di un attacco nucleare

23.03.2007
 
Gli Stati Uniti sull'orlo di un attacco nucleare

Gli Stati Uniti si trovano sull'orlo di un attacco nucleare portato o da terroristi o da altri Paesi, sostiene un gruppo di scienziati americani dello stato della Georgia.

Nel "Center for Mass Destruction Defense" (Centro per la difesa da distruzione di massa) presso l'universita' della Georgia, gli scienziati, sulla base di una dettagliata ricerca durata 3 anni, sono giunti alla conclusione che gli Stati Uniti non siano pronti ad un attacco nucleare e che la possibilita' che cio' avvenga cresca di giorno in giorno.

Al fine di simulare la situazione, e' stata fatta l'ipotesi che nel centro di una delle principali metropoli americane (in caso di "cavie nucleari" sono state prese in considerazione New York, Chicago, Atlanta e Washington) venga fatto esplodere un ordigno nucleare.

In quest'ottica sono state formulate due ipotesi: la prima prevede l'esplosione di un ordigno nucleare dalla potenza di 20 kiloton, mentre la seconda di 550. Per fare un paragone, nel 1945 su Hiroshima venne sganciata una bomba nucleare dalla potenza di 12 kiloton, mentre la bomba che devasto' Nagasaki aveva una potenza pari a 20 kiloton.

Le bombe nucleari da 20 kiloton sono gia' in possesso della Corea del Nord, ma teoricamente anche organizzazioni terroristiche sono in grado di crearle, dal momento che si tratta di una tecnologia risalente ad una sessantina di anni fa, le cui informazioni relative alla tecnologia ed al processo di produzione sono state per lungo tempo di pubblico accesso, mentre per cio' che riguarda le assai piu' potenti bombe da 550 kiloton, esse possono teoricamente venire sequestrate dai terroristi dagli arsenali sovietici.

A risultato della simulazione, gli scienziati sono giunti alla conclusione che in caso di esplosione di una bomba nucleare da 20 kiloton, morira' sul colpo meta' della popolazione della zona centrale della metropoli americana colpita, la maggior parte dei quali a causa delle macerie degli edifici distrutti, dal momento che, in un'eventualita' del genere, andranno a crollare indistintamente tutti gli edifici piu' alti di 10 piani. I sopravvissuti all'esplosione riceveranno a loro volta dosi radioattive mortali.

L'eslposione di una bomba nucleare da 550 kiloton avra' conseguenze ovviamente assai piu' catastrofiche, in primo luogo rappresentate dal brusco aumento della temperatura nell'epicentro dell'esplosione, a distanza di 6,3 chilometri dal quale brucera' praticamente tutto. Una bomba del genere che esploda ad esempio a New York, e' in grado di causare la morte di piu' di 5 milioni di persone.

Ma anche chi sopravvivera' non potra' ricevere in tempo soccorsi medici. Ad esempio ad Atlanta, la citta' a minor densita' di popolazione tra quelle prese in considerazione, nel caso in cui venga fatto esplodere un'ordigno nucleare da 550 kiloton, piu' di 300.000 dei suoi abitanti che verranno gravemente ustionati, moriranno senza poter ricevere un urgente soccorso medico, dal momento che i posti letto in citta' sono relativamente pochi, l'80-90% dei quali occupati in continuazione. Inoltre, gli ustionati gravi fanno raramente la loro comparsa negli ospedali, ragione per cui il personale dell'ospedale non si rivelera' in grado di provvedere ad un pronto ed efficente servizio.

Di conseguenza, anche nel caso in cui l'ospedale dovesse scamparla all'eslposione, esso non sara' in grado ne' di ricevere tutti i feriti gravi e, ancor peggio, ne' di fornire un efficace servizio medico. Di conseguenza morira' il 90% degli ustionati, anche se, secondo le valutazioni degli autori della ricerca, modificando il sistema di funzionamento degli ospedali americani in genere, sara' possibile ridurre questa percentuale ad un 20-30%. Senza dimenticare che tutto cio' riguarda solamente coloro i quali si troveranno abbastanza lontani dall'epicentro dell'esplosione.

Per cui, gli scienziati dell'universita' della Georgia, autori della ricerca, consigliano di mettere in atto corsi di "difesa civile" a favore dei cittadini americani, spiegando loro come si ci debba comportare a seguito di un attacco nucleare. Secondo loro, la cosa fondamentale e' rappresentata dal movimento delle foglie degli alberi che indica la direzione in cui si muove la nube radioattiva. Sara' essenziale muoversi nella direzione opposta per evitare di entrarne in contatto e dal momento che generalmente una nube radioattiva e' a forma di fungo, muovendosi perpendicolarmente al vettore di diffusione, sara' effettivamente possibile evitare una forte contaminazione.

In caso di attacco nucleare, una distanza approssimativa dai 2 ai 10 chilometri rappresenta il confine tra la vita e la morte.

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