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Strage campus: uno shock per l'America il killer "cresciuto in casa"

21.04.2007
 

Due foto sorridenti in prima pagina con una didascalia: "Oh, come avrei potuto essere felice tra voi edonisti, se non mi aveste fottuto la vita". Poi un' immagine di nuvole che coprono un cielo sereno ed ecco il nuovo volto di Cho Seung-Hui: killer in divisa paramilitare pronto a uccidere.

E per altre 22 pagine, 28 videoclip e 43 foto si scatena il delirio di un 'manifesto' multimediale che ha sconvolto ancora l'America a pochi giorni dalla strage del Virginia Tech. Com'era accaduto nel 1995, quando i giornali pubblicarono decine di pagine con le folli elucubrazioni del serial killer Unabomber, o ancora nel 1999, di fronte agli appunti di Eric Harris e Dylan Klebold, i killer del liceo Columbine, gli Usa si ritrovano faccia a faccia con un incubo cresciuto in casa.

Il giovane Cho che dalla tomba inneggia ai "martiri Eric e Dylan", si paragona a Gesù Cristo e accusa tutti di avergli "distrutto la vita", è uno shock per l'America più intenso dei video di terroristi kamikaze. Perché Cho, pur essendo nato in Corea del Sud, è un prodotto di casa, cresciuto in un tranquillo sobborgo alle porte di Washington.

L'autore della più grave strage nella storia delle scuole americane - 33 morti, tra cui il killer - aveva preparato con cura il proprio testamento, usando computer e telecamera. Lunedì mattina, dopo aver ucciso due ragazzi in un dormitorio e prima di compiere il resto della strage, Cho con freddezza ha completato il suo manifesto, si è recato all'ufficio postale del campus e lo ha spedito a New York al network Nbc, che lo ha ricevuto mercoledì. Poi si è avviato verso l'edificio Norris Hall e ha dato il via alla carneficina.

Studenti e professori caduti sotto i suoi proiettili, se lo sono trovato di fronte d' improvviso con lo stesso look che tutto il mondo ha potuto vedere attraverso le foto che Cho si è scattato: t-shirt nera, giubbotto kaki in stile militare, fondine per pistole e coltelli, cappellino nero con la visiera rivolta all'indietro, guanti neri senza dita.

Chi guarda le foto, si trova ora di fronte la canna della Glock 19 o della Walther calibro 22, l'ultima immagine che hanno visto le sue vittime. Nei videoclip diffusi dalla Nbc il killer alterna lunghe tirate deliranti contro i ragazzi ricchi, con momenti di agitata riflessione: "Ci siamo. Questa è la fine. Che razza di vita è stata", mormora Cho in uno spezzone che potrebbe risalire alle ore subito precedenti la strage. Le immagini lo ritraggono nel suo dormitorio o all'interno di un'auto. Nelle 23 pagine di un file Pdf che rappresentano una sorta di testamento, il killer ha tentato una sorta di racconto, mostrandosi prima sorridente e poi nelle vesti da assassino venuto a punire chissà quali affronti.

"Avete avuto cento miliardi di possibilità - afferma - per evitare quello che accade oggi. Ma avete deciso di versare il mio sangue. Mi avete messo in un angolo e mi avete lasciato solo un'opzione. La decisione è stata vostra, adesso avete sangue sulle mani che non verrà mai lavato". Le accuse non sembrano avere un destinatario preciso, ma vengono lette da criminologi e psichiatri come manie di persecuzione e deliri di onnipotenza di una mente malata. Il passato di Cho potrebbe aiutare a fare un po' di luce.

Dopo le testimonianze dall'interno del Virginia Tech, che lo ritraggono come personaggio inquietante e solitario che non parlava con nessuno, spuntano i racconti degli ex compagni di scuola delle superiori, secondo i quali era la vittima prediletta di abusi e bullismo. veniva preso in giro per la sua timidezza e il modo strano in cui parlava e una volta, mentre leggeva in inglese in classe, ci fu chi si mise a ridere gridando: "Torna in Cina!".

 L'Fbi e la polizia della Virginia, che hanno ricevuto dalla Nbc il memoriale, non ritengono che aggiunga molto al profilo del killer che già avevano tracciato. Soprattutto, manca ancora un'idea precisa di cosa abbia innescato la violenza e quali fossero i bersagli. Ma è probabile che resti un mistero.

Fonte: www.canisciolti.info

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