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Dal mondo

Riallineamento globale e declino della superpotenza

21.03.2007
 
Pagine: 123

Una sconfitta degli Stati Uniti in Afghanistan potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso della NATO.Il progetto globale dell'amministrazione dipende pesantemente dal supporto dell'Europa, dal persuadere le nazioni occidentali, a maggioranza bianca, ad unirsi alla battaglia e ad assicurare corridoi petroliferi sicuri e riserve di energia senza sbocchi sul mare lungo l'Asia Centrale. Il fallimento in Afghanistan menderà tremori in tutto il panorama politico dell'Europa e darà i natali ad una generazione di politici anti-americani che cercano di dissolvere le relazioni tra i due tradizionali alleati. Ma una rottura sembra inevitabile. Dopotutto, l'Europa non ha aspirazioni imperiali e la sue economie sono prospere. Non ha bisogno di invadere ed occupare paesi per ottenere accesso a risorse vitali. Può semplicemente comprarle sul mercato.

Quando gli Europei inizieranno a vedere che i loro interessi nazionali sono meglio serviti con il dialogo e l'amicizia (con i fornitori di risorse in Asia Centrale e Russia), allora i legami che stringono l'Europa agli Stati Uniti si scioglieranno e poco a poco i continenti si allontaneranno l'uno dall'altro.

La fine della NATO è la fine degli Stati Uniti come potenza globale. L'attuale avventurismo non è sostenibile "unilateralmente" e senza la foglia di fico delle Nazioni Unite. Gli Stati Uniti hanno bisogno dell'Europa, ma l'abisso tra i due sta progressivamente crescendo.

E' impossibile predire il futuro con un qualche grado di certezza, ma l'apparire di queste coalizioni suggerisce fortemente che sta emergendo un nuovo ordine mondiale. Comunque, non è quello che Bush e i neo-conservatori avevano anticipato. Il coinvolgimento degli Usa in Iraq ed Afghanistan continuerà ad impedire loro di innescare fiamme di scontro in America Latina e Russia, rafforzando ulteriormente i rivali degli Stati Uniti e precipitando cambiamenti macroeconomici che potrebbero schiacciare la classe media americana.

La probabilità di una grave recessione economica non è mai stata maggiore, mentre la difesa delle spese da parte dell'amministrazione, le prodighe riduzioni fiscali e il deficit commerciale hanno gettato le fondamenta per lo spodestamento del dollaro come "riserva di valuta" del mondo. I tre pilastri del potere imperiale statunitense - politico, economico e militare - giacciono sulle traballanti fondamenta del dollaro Usa. Se il dollaro cade, come ora si aspettano molti trader di valuta, allora le riserve di valuta straniere saliranno, e gli Stati Uniti scivoleranno in una profonda depressione/recessione.

Il risollevamento militare ed economico del paese richiederà probabilmente un decennio o più, a seconda della situazione in Iraq. Se l'amministrazione Bush è in grado di esercitare il controllo sul petrolio mediorientale, allora il dollaro continuerà ad essere connesso a risorse vitali e la supremazia statunitense persisterà. Se, invece, le condizioni sul campo si deteriorano, allora le banche centrali di tutto il mondo diminuiranno le loro riserve di dollari, gli Statunitensi affronteranno una iper-inflazione in patria e gli Usa perderanno la loro presa sul sistema economico mondiale. L'amministrazione Bush deve, quindi, assicurarsi che il petrolio continui ad essere denominato in dollari Usa e che l'economia mondiale resti nelle mani delle elite occidentali, dei giganti bancari e delle corporation.

Le chance per il successo in Iraq stanno gradualmente diminuendo. Gli Stati Uniti hanno dimostrato di essere incapaci di dare sicurezza, di fornire servizi sociali di base, o di mantenere la pace. La guerra di guerriglia continua ad intensificarsi mentre il sovra-sfruttato esercito è stato spinto ad un punto di non ritorno. Ci aspettiamo che l'occupazione in Iraq diventi insostenibile entro 5 anni, se l'attuale trend continua.

Il risollevamento militare ed economico del paese sarà senza dubbio doloroso, ma potrebbe generare maggior parità tra le nazioni, il che sarà uno sviluppo positivo. Il modello della superpotenza è stato un fallimento abissale. Esso ha causato la distruzione delle libertà civili in patria e diffuso guerra ed instabilità nel mondo. L'attuale sistema ha bisogno di una scossa, in modo che il potere possa essere equamente distribuito secondo gli standard democratici tradizionali. Il declino degli Stati Uniti presenta un'opportunità unica per ripristinare la Repubblica, ristrutturare il paradigma globale esistente ed iniziare a costruire consenso sulle sfide che minacciano la nostra specie.

di Mike Whitney

Traduzione per www.radioforpeace.info & www.comedonchisciotte.org a cura di Carlo Martini

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