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Giava: si aggrava bilancio maremoto, sfollati e dispersi

19.07.2006
 

Aumenta col passare delle ore il numero delle vittime provocate da un’onda anomala (tsunami) generata da un sisma sottomarino di magnitudo 7,2 della scala Richter che si è abbattuta ieri sulle coste dell’isola di Giava: il ministero della Sanità di Jakarta ha riferito che i morti accertati sono 304 e 430 i feriti, ma mancherebbero all’appello almeno altre 150 persone; secondo la Croce Rossa locale ci sarebbero anche 5.600 sfollati.
L’area più colpita è quella di Pangandaran, sul litorale sudoccidentale, piccola stazione balneare dove bambini e adolescenti che giocavano a pallone sulla spiaggia sono stati colti di sorpresa da un’onda alta almeno tre metri; secondo l’agenzia di stampa nazionale Antara la località oggi è deserta, con il litorale e le strade ricoperte di macerie e pezzi di legno e lamiera provenienti dai tetti divelti delle case, mentre centinaia di persone rimaste ferite si sono rifugiate intorno alla moschea in attesa di aiuti.

I soccorritori hanno ingaggiato una lotta contro il tempo per tentare di trovare sopravvissuti tra le rovine delle abitazioni e le barche trascinate verso l’interno dallo spostamento d’acqua.
Vittime e danni sono stati segnalati anche in altre località della parte occidentale e centrale di Giava. Il centro di allerta per gli tsunami nell’Oceano Pacifico, basato alle Hawaii, aveva già ieri comunque escluso il rischio di un fenomeno di vaste proporzioni.
Questa mattina voci che annunciavano l’arrivo di un altro tsunami nella stessa zona hanno seminato il panico e spinto alla fuga un numero imprecisato di abitanti; le autorità locali e i meteorologi hanno lanciato appelli alla calma giudicando il fenomeno improbabile. Sono intanto arrivati i rinforzi della polizia e dell’esercito con generi di prima necessità come cibo, farmaci e tende per ospitare gli sfollati.

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