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Il Consiglio Europeo dalla parte della Russia

19.04.2007
 
Il Consiglio Europeo dalla parte della Russia

"Il diritto e la prerogativa di stabilire la politica nel campo dei diritti civili e della democrazia nel continente europeo oltre che a seguirne l'osservanza, spetta esclusivamente al Consiglio Europeo", ha dichiarato il Segretario generale del CE Terry Davis, lasciando intendere che gli Stati Uniti non hanno ne' il diritto di assumere tale funzione, tantomeno di dare lezioni agli stati di un altro continente a tale proposito.

"Azioni intraprese da parte degli Stati Uniti, quali ad esempio la costruzione di prigioni illegali per i sospetti terroristi sul territorio degli stati europei, sono soggette a qualsiasi tipo di critica", ha poi aggiunto Terry Davis martedi' scorso in occasione di una conferenza stampa nell'ambito dell'assemblea parlamentare del Consiglio Europeo. Nell'occasione Davis ha inoltre invitato a distinguere in maniera netta la linea politica intrapresa dall'attuale amministrazione degli Stati Uniti dagli umori dell'opinione pubblica americana.

Il giorno precedente, il presidente dell'APCE, l'Assemblea parlamentare del Consiglio Europeo, Rene' Van der Linden, aveva dichiarato che gli Stati Uniti non hanno alcun diritto di insegnare la democrazia alla Russia, argomentando la sua pungente dichiarazione col fatto che "innanzitutto e' necessario meritare il diritto morale di criticare". Van der Linden ha poi sottolineato, come precedentemente affermato da Davis, che nel campo dei diritti civili e della democrazia il ruolo cardine appartiene al Consiglio Europeo e all'Assemblea parlamentare. "Nessuno ha il diritto di rivendicare, tantomeno di impadronirsi di tale diritto", ha affermato Van der Linden, il quale ha poi aggiunto che "se gli Stati Uniti vorranno prendere parte alle decisioni riguardanti i problemi legati ai diritti civili, lo potranno fare cooperando con i paesi CE membri in questo campo". Non abbiamo bisogno di lezioni da parte di Washington", ha poi concluso il presidente dell'APCE.

Ricordiamo che venerdi' scorso entrambe le camere della Duma avevano rilasciato una nota ufficiale nella quale criticavano aspramente il rapporto stilato dal Dipartimento di stato americano intitolato "Sostegno dei diritti civili e della democrazia nel mondo". Nella sezione del rapporto dedicato alla Russia, veniva infatti indicato che gli Stati Uniti prestano "un sostegno tecnico e programmato" al sistema elettorale russo alla vigilia delle elezioni parlamentari e presidenziali che si terranno in Russia rispettivamente nel dicembre 2007 e nel marzo 2008.

"Gli Stati Uniti prestano tale sostegno attraverso l'effettuazione di training a favore dei partiti politici, nonche' dei mass-media russi specializzati in questioni politiche oltre ad occuparsi dell'istruzione dell'elettorato russo" si legge nel rapporto. Inoltre viene ricordato il sostegno nei confronti di organizzazioni non statali, in particolare in Siberia, nell'Estremo oriente e nella Russia meridionale.

Nella nota di protesta diffusa dalla Duma, si legge invece tutta la preoccupazione suscitata da "questi tentativi senza precedenti da parte degli Stati Uniti di intromettersi nelle questioni politiche interne della Russia". In base a questa nota di protesta, i deputati russi hanno invitato il presidente, la Procura Generale e la Camera pubblica a "prendere le misure indispensabili atte all'adempimento della legislazione della Federazione Russa che regola l'attivita' di organizzazioni non commerciali".

Nella nota viene inoltre proposto al Congresso degli Stati Uniti di "prestare attenzione al fatto che l'intromissione da parte degli Stati Uniti nelle questioni interne di altri stati viene valutata in modo sempre piu' critico non solo all'estero ma dalla stessa opinione pubblica americana". I deputati russi hanno inoltre invitato i propri colleghi statunitensi a "fare tutto il possibile al fine di impedire l'inasprimento della confrontazione tra gli Stati Uniti e la Russia".

Una seria proccupazione dettata dalla sempre piu' crescente attivita' delle forze politiche statunitensi, le quali "non desiderano comprendere in maniera adeguata le moderne realta' della vita sociale in Russia", e' stata espressa anche dai membri del Consiglio federale russo. I senatori sono stati particolarmente indignati dai tentativi intrapresi da parte degli organi di stato americani di "prendere parte ai processi politici attualmente in corso in Russia esclusivamente nei propri interessi". "Confermando lo sforzo indirizzato ad uno sviluppo futuro e costruttivo dei rapporti russo-americani, fondati sui principi della democrazia e delle norme di diritto internazionale, il Consiglio federale invita l'amministrazione degli Stati Uniti a rispettare i diritti di stati sovrani e le basi democratiche della vita dei loro popoli", si legge nella nota diffusa dalla camera alta.

Nel frattempo, lunedi' scorso il Dipartimento di stato americano e l'Agenzia per lo sviluppo internazionale degli Stati Uniti, hanno diffuso un "piano strategico d'azione" congiunto, nel quale se da un lato si dichiara l'intenzione di collaborare con la Russia, dall'altro viene sottolineato che si tentera' di far fronte al suo "comportamento negativo". Nel rapporto chiamato "Diplomazia che cambia" vengono illustrati i compiti principali sia del Dipartimento di stato che dell'Agenzia per lo sviluppo internazionale, responsabile del programma di aiuti internazionali per il periodo che va dal 2007 al 2012.

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