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Usa: Bush difende la lobby delle armi anche dopo la strage di Virginia Tech

18.04.2007
 

"Inorridito" dalla strage di Virginia Tech, il presidente George W. Bush si inchina alla lobby dei pistoleri e ribadisce, di fronte alla tragedia di una cinquantina di famiglie i cui figli sono morti o feriti nel campus del politecnico, che gli americani "hanno il diritto di portare armi".

Bush "crede nel diritto della gente a portare armi", ma "tutte le leggi vanno seguite", ha detto la portavoce della Casa Bianca Dana Perino mentre negli Stati Uniti cresceva lo shock per una vicenda che ha fatto riecheggiare l'angoscia del 20 aprile 1999, quando gli studenti Eric Harris e Dylan Klebold aprirono il fuoco alla Columbine High School di Denver in Colorado uccidendo 12 compagni e un professore prima di togliersi la vita.

"Portare una pistola a scuola, in un dormitorio e sparare all'impazzata, questo è contro la legge, e chi è responsabile dovrebbe essere punito", ha detto Perino rispondendo alle insistenze dei giornalisti. Ostinazione della Casa Bianca a parte, è inevitabile che, come accadde per Columbine e, più di recente, quando un uomo armato fece irruzione lo scorso ottobre in una scuola Amish della Pennsylvania uccidendo cinque ragazze, la strage di Virginia Tech riapra il dibattito sulle armi facili in un paese come gli Stati Uniti, uno dei più armati e più violenti del mondo occidentale: un paese dove molti ragazzi quando vanno a scuola passano già attraverso il metal detector.

Fonte: www.canisciolti.info

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