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Clamoroso: gli Stati Uniti propongono alla Russia di unirsi al progetto d'installazione di sistemi missilistici difensivi in Europa orientale

18.03.2007
 
Clamoroso: gli Stati Uniti propongono alla Russia di unirsi al progetto d'installazione di sistemi missilistici difensivi in Europa orientale

Secondo quanto dichiarato sabato scorso dal generale Henry Obering, direttore dell'agenzia di difesa antimissilistica americana nell'ambito della sua visita ufficiale nella capitale ucraina, Kiev, la Russia potrebbe unirsi al sistema di missili difensivi che il Pentagono e' intenzionato ad installare nell'Europa orientale.

Si tratta di una dichiarazione a dir poco clamorosa, che giunge come un fulmine a ciel sereno a seguito di tutte le polemiche e minacce dirette ed indirette da parte russa che hanno fatto seguito alla notizia secondo la quale, a partire dal 2011, gli Stati Uniti sarebbero intenzionati ad installare in alcuni Paesi dell'Europa orientale propri sistemi radar e missilistici di carattere difensivo per far fronte alla minaccia rappresentata da un eventuale attacco missilistico proveniente dai cosiddetti "paesi canaglia", cioe' l'Iran e la Corea del Nord.

"Sinora abbiamo investito considerevoli mezzi nell'elaborazione di questi elementi - ha dichiarato Obering - nel tentativo di offrire un'efficace difesa ai nostri alleati in questa regione nei confronti di un eventuale attacco missilistico portato con missili di lunga gittata. E per quei Paesi che si trovano piu' vicini all'Iran, esistono altre possibilita' tecniche. La NATO infatti si sta occupando dell'esaminazione dei tipi di difesa nei confornti di minacce simili e se giungera' alla conclusione che esiste effettivamente una possibilita' di allargamento di queste possibilita', allora anche la Russia potrebbe unirsi a tale progetto", ha dichiarato il generale americano nel corso di un'intervista rilasciata al settimanale ucraino "Zerkalo nedelij" nel corso della sua visita ufficiale a Kiev.

?bering ha altresi' dichiarato di non sapere per quale motivo la Russia si sia pronunciata categoricamente contro la realizzazione del progetto statunitense d'installazione di sistemi missilistici difensivi in Europa orientale. Ricordiamo infatti a questo proposito che alla notizia del progetto statunitense, gli alti vertici militari russi, interpretando la notizia come una diretta minaccia nei confornti della sicurezza del proprio Paese, avevano non solo minacciato di puntare i propri missili balistici intercontinentali nei confronti dei paesi nei quali sarebbero stati installati i radar e le basi missilistiche americane, ma anche di riprendere la produzione in serie di missili a corta e media gittata, smantellati a seguito alla firma del Trattato INF avvenuto nel 1988 tra l'allora Unione Sovietica e gli Stati Uniti.

"Si tratta di una reazione che ci ha colti completamente di sorpresa - ha dichiarato a proposito il generale Obering - dal momento che gia' piu' di un anno fa avevamo dato il via ad una serie di colloqui con la parte russa a proposito della possibilita' d'installare tali sistemi in Europa orientale, sottolinenado ripetutamente il fatto che si sarebbe trattato di non piu' di una decina di basi assolutamente non in grado di rappresentare una minaccia per le centinaia di missili a testata nucleare di cui dispone attualmente la Russia".

Il generale Obering ha inoltre tenuto a precisare per l'ennesima volta, che i sistemi missilistici che gli Stati Uniti sono intenzionati ad installare nell'Europa orientale "sono di carattere prettamente difensivo e non offensivo e non verranno puntati in direzione della Russia", aggiungendo inoltre che il governo americano ha gia' provveduto ad invitare ufficialmente la parte russa ad ispezionare i sistemi missilistici in questione gia'operanti sul territorio degli Stati Uniti. "Si tratta di un invito tuttora valido - ha affermato Obering - Da parte nostra non abbiamo nulla in contrario al fatto che ai russi venga dato pieno accesso agli elementi missilistici che abbiamo intenzione d'installare in Polonia e nella Repubblica Ceca per far fronte alla minaccia di un eventuale attacco missilistico da parte dell'Iran e della Corea del Nord".

E a questo punto non resta che attendere la presa di posizione ufficiale da parte del Cremlino alla proposta americana.

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