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Un campo minato chiamato Europa

15.04.2007
 
Pagine: 12
Un campo minato chiamato Europa

Il principio d'unanimita', adottato all'interno della NATO al fine di prendere le decisioni di maggiore importanza, si e' rivelato un handicap per gli Stati Uniti. Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha chiesto a Washington l'allargamento della partecipazione dell'alleanza in merito alla questione delle future basi missilistiche al fine di evitare conflitti con la Russia.

Da parte sua il ministro degli Esteri della Germania, Frank-Walter Steinmeier, in un'articolo pubblicato di recente sul quotidiano tedesco "Frankfurter Allgemeine Zeitung", ha accusato gli Stati Uniti di intraprendere una nuova corsa agli armamenti, posizione tra l'altro condivisa in pieno da parte dell'Alto commissario per la politica estera e sicurezza della UE, Javier Solana.

Nel frattempo pero' i nuovi membri del blocco NATO, nell'ordine Polonia, Repubblica Ceca ed Ungheria, hanno espresso il proprio consenso a proposito del piano statunitense, provvedendo inoltre ad instaurare una serie di negoziati con la parte americana in merito alle concrete condizioni ed ai termini di installamento delle future basi missilistiche. Secondo le ultime informazioni, in Polonia si progetta di installare 10 basi di missili intercettatori, mentre sia nella Repubblica Ceca che in Ungheria una stazione radar di allarme a distanza.

La frattura per il momento creatasi sulla base di dibattiti a livello diplomatico, rappresenta la prova lampante delle profonde contraddizioni tra i paesi dell'Europa occidentale ed orientale a proposito dei propri rapporti bilaterali con la Russia. I paesi dell'Europa occidentale infatti, legati alla Russia da una serie di progetti economici in comune, soprattutto nel campo energetico, non considerano Mosca in qualita' di "potenziale nemico", mentre da parte loro gli ex membri del Patto di Varsavia, non ancora completamente sbarazzatisi del cosiddetto "complesso degli oppressi", dichiarano apertamente che lo scudo spaziale statunitense e' indispensabile per difendersi "dall'influenza della Russia".

La frattura creatasi tra gli Stati Uniti ed i nuovi membri della Nato da un lato e con i vecchi membri dall'altro, e' in grado di diventare la piu' seria in assoluto dal momento dell'allargamento del blocco avvenuto alla fine del secolo scorso, e a tale proposito sono gia' in molti gli specialisti a ritenere che la situazione venutasi a creare possa portare di fatto ad una liquidazione dell'alleanza militare.

E se tale punto di vista di primo acchitto puo' sembare utopico, all'atto pratico risulta essere decisamente fondato. Se ad esempio, prendendo la decisione di invadere l'Iraq senza l'assenso della NATO, gli Stati Uniti non hanno toccato direttamente gli interessi del "vecchio continente", lo spiegamento sul territorio dell'Europa orientale delle basi missilistiche americane, unito alle possibili contromisure di parte russa, rappresentano una minaccia diretta nei confronti della pace e della sicurezza sul continente.

A questo proposito si e' costretti ad ammettere che la situazione nella quale uno dei membri del blocco si puo' permettere di prendere decisioni che toccano da vicino tutti i partecipanti senza per di piu' consultazioni e riunioni con i propri alleati, riflette l'attuale situazione di crisi della NATO unitamente alla mancanza di un meccanismo efficace di "freni e contrappesi" all'interno del blocco.

Un simile comportamento da parte degli Stati Uniti nei confronti dei propri alleati europei, avrebbe potuto essere tollerato nel periodo che va dalla fine degli anni '40 all'inizio degli anni '50 dello scorso secolo, quando la potenza bellica statunitense rappresentava l'unica garanzia di indipendenza dell'Europa occidentale. In seguito, con la crescita sia militare che economica dell'Europa occidentale, questo fattore ha iniziato a predere la propria efficacia. A seguito del crollo del Patto di Varsavia e della scomparsa di una minaccia militare portata dalla Russia, era praticamente impossibile unire i paesi della NATO in un blocco antirusso, mentre l'attuale tentativo americano di difendere la NATO dalla minaccia iraniana senza chiedere il parere del blocco appare semplicemente grottesco.

Le proteste da parte dei paesi dell'Europa occidentale nei confronti delle azioni degli Stati Uniti possono venire effettuate in vari modi. Ad esempio alcuni paesi potrebbero seguire l'esempio della Francia del periodo De Gaulle, decidendo di uscire dall'alleanza militare, mentre al momento appare assai piu' probabile la formazione accellerata di una propria unione militare europea che unisca la Francia, la Germania, il Benelux ed altri paesi occidentali. Un blocco del genere, che disponga di proprie forze armate, sara' in grado di instaurare rapporti con la Russia senza dover passare per la NATO.

L'iniziatore principale della formazione di un "esercito europeo" e' la Germania, il cui cancelliere Angela Merkel ritiene che proprio un esercito europeo sia in grado di dare alla Commissione europea grande liberta' d'azione oltre a permettere di stabilirne la responsabilita' in maniera assai piu' netta.

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