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Tre milioni di bambini lavorano in Sud Africa e spesso i datori di lavoro sono bande criminali

14.07.2006
 
Tre milioni di bambini lavorano in Sud Africa e spesso i datori di lavoro sono bande criminali

Sono circa tre milioni i bambini costretti a lavorare in Sud Africa. Lo si è appreso nel corso di una conferenza sull’argomento a Boksburg, una ventina di chilometri a Est di Johannesburg. Secondo stime governative, nel 1999 erano circa il 32,5% i bambini in età fra i cinque e i quattordici anni costretti a lavorare. Secondo Melene Aiello dei Khulisa Management Services, sono fra 248.000 e tre milioni i bambini il cui lavoro è sfruttato da adulti in Sud Africa. I suoi dati sono tratti da uno studio fatto nel distretto di Nkomazi, nella provincia dell’Mpumalanga, al confine con il Mozambico, vicino a Kruger Park. Trattandosi di zona rurale, i lavori svolti dai bambini vanno dall’andare a cercare legna o acqua ai lavori agricoli, che vengono considerati di sfruttamento qualora impediscano ai bambini di andare a scuola.

Il problema è tuttavia molto aggravato dal fatto che spesso i bambini vengono utilizzati da bande di criminali incalliti per commettere crimini violenti. Questo aspetto del problema è stato portato all’attenzione del convegno da uno studio condotto a Pretoria e Città del Capo dal Community Law Centre (CLC) dell’Università del Western Cape. Il problema maggiore che si incontra nel combattere il fenomeno è che l’uso dei bambini non è in se stesso configurato come reato, ma soltanto come aggravante.

Un volontario che presta la sua opera nel rifugio Itumeleng di Sunnyside, Pretoria, William Mosehla, ha detto che il numero di bambini utilizzati in attività criminali è in aumento. “Il motivo principale è che è improbabile che si sospetti dei bambini. Così vengono usati per penetrare nelle case e per rapinare persone in strada. L’unico modo per impedire che questo avvenga sarebbe di ripristinare la legge che consente di rimuovere i bambini con la forza dalle strade. Dobbiamo toglierli dalle strade – ha detto Mosehla – se vogliamo mettere fine a questo tipo di abuso”.

Nelle zone rurali, invece, molte volte i bambini devono lavorare perché la loro famiglia sia in grado di sopravvivere. La relatrice Aiello ha attribuito l’aggravarsi di questa situazione alla pandemia di Hiv/Aids che ha privato molte famiglie dei genitori.

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