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Agli occhi del mondo gli Stati Uniti sono diventati l'Amerika

14.03.2007
 
Pagine: 12
Agli occhi del mondo gli Stati Uniti sono diventati l'Amerika

I morti e i feriti statunitensi nel corso di una guerra che si riteneva con assoluta certezza si sarebbe conclusa nel giro di poche settimane adesso sono diventati 27.000. Se risponde al vero quello che il Generale a quattro stelle Wesley Clark, ex comandante supremo della NATO, ha detto ad Amy Goodman [conduttrice di Democracy Now!, the war & peace report – N.d.T.] durante una intervista dello scorso 2 marzo, le perdite Usa si trovano ancora ad uno stadio iniziale.

Il Generale Clark ha detto ad Amy Goodman che poco tempo dopo l'11 settembre gli è stato mostrato un "memo [promemoria] del Pentagono nel quale si descrive la maniera in cui gli Stati Uniti assumeranno il controllo su sette paesi e questo nel corso di 5 anni, a cominciare con l'Iraq, e passando quindi alla Siria, il Libano, la Libia, la Somalia e per finire, all'Iran".

Questo memo ricalca esattamente il piano che il neoconservatore Norman Podhoretz ha esposto nella rivista Commentary.

Gli organi mediatici hanno fatto veramente un ottimo lavoro in favore del governo nel tenere il sangue e il delirio ben lontani dal televisore di casa. Fatta eccezione per gli amici più stretti o per i parenti di uno dei 27.000 morti e feriti, gli Statunitensi non hanno ricevuto alcun impatto dalla guerra e sono ancor meno consapevoli delle conseguenze che la guerra ha avuto sugli Iracheni.

Ogni giorno sono circa un centinaio i civili iracheni che vengono uccisi mentre sono più di 100 quelli che vengono mutilati e feriti. Per esempio, nella giornata di martedì scorso, 6 marzo, sono stati uccisi 10 soldati statunitensi mentre le perdite irachene sono ammontate a 535, di cui 152 morti e 383 feriti.

È diventata quasi una routine per le truppe statunitensi uccidere civili iracheni per errore o perchè si sentono frustrati, ma le pesanti perdite quotidiane sono il risultato di una guerra civile resa possibile dal rovesciamento del governo iracheno da parte degli Stati Uniti. Le truppe statunitensi in sè non sono responsabili per gran parte delle morti che si registrano quotidianamente, ma l'amministrazione Bush, il Congresso, e il popolo degli Stati Uniti invece lo sono.

Il totale di 535 morti e feriti registratosi in Iraq il 6 marzo è alto anche per l'Iraq. Immaginate che ogni giorno ad essere uccisi e ad essere feriti siano 200 persone e in questo caso il totale che se ne ricava è di 73.000 morti e feriti iracheni all'anno. Per quale ragione la grande maggioranza dell'amministrazione Bush, del Congresso o dell'opinione pubblica ritiene che gli Stati Uniti abbiano il diritto di distruggere un intero paese e di essere responsabili del danno di straordinarie proporzioni che è stato inflitto ad una popolazione civile?

Come è possibile che la “guerra al terrore" sia diventata una guerra al popolo iracheno?
Sono state fornite le risposte più svariate a questa domanda, attribuendo la responsabilità agli errori che sono stati commessi dai servizi segreti, all'incompetenza e alle macchinazioni malvage. Ma qualunque sia la risposta data, il massacro e la distruzione continuano.

Perchè?

Recentemente è emerso che il governo statunitense ha imposto un patto petrolifero a quella marionetta che è il governo iracheno, un patto che trasferisce il controllo sul petrolio iracheno a scopo di pieno sfruttamento alle compagnie Usa e a quelle britanniche. Bush-Cheney non hanno portato la democrazia agli Iracheni, ma hanno piuttosto rubato i loro guadagni petroliferi.

I profitti del complesso militare-industriale sono saliti alle stelle, e ci si sta appropriando di budget militari sempre più consistenti. Il valore delle stock option della Halliburton di Cheney non è semplicemente raddoppiato o triplicato, ma si è moltiplicato di un fattore di 32.

La Lobby Israeliana vede la guerra come uno strumento che permette il rafforzamento dell'egemonia israeliana in Medio Oriente, oltre che essere un mezzo che rende possibile da parte di Israele il completamento dello scippo della Palestina dalle mani dei Palestinesi.

A causa di tutto questo, le tre più potenti lobby negli Usa sono le beneficiarie della devastazione dell'Iraq. Il potere combinato di queste lobby non dà al Congresso alcuna possibilità di poter rispondere al popolo dal paese e di porre così fine alla guerra.
La classe politica e le amministrazioni Usa continuano a darsi da fare per avvolgere le proprie motivazioni in principi idealistici, ma è trascorso molto tempo dall'ultima volta che si è potuto vedere a Washington un qualsiasi comportamento che fosse basato su un ideale.

Nonostante l'intensa e vigorosa propaganda statunitense contro l'Iran e la Corea del Nord, un sondaggio che è stato condotto intervistando 28.000 persone di 27 paesi dal BBC World Service lo scorso 6 Marzo ha rivelato che Israele, Iran e Usa [in quest'ordine] sono considerati i paesi che hanno l'influenza più negativa sul mondo. Anche un paese come la Corea del Nord viene vista come un'influenza meno negativa degli Stati Uniti.

Il Giappone, il Canada, l'Unione Europea, la Francia, la Cina e l'India sono tutti visti come paesi la cui influenza sul mondo è più positiva di quella degli Stati Uniti. Il Regime Bush-Cheney ha raggiunto questo risultato deplorevole in soli 6 anni.

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