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Hezbollah ti riempie il serbatoio, Bush e Olmert te lo svuotano!

13.12.2006
 
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Hezbollah ti riempie il serbatoio, Bush e Olmert te lo svuotano!

"Quando le nostre azioni non fanno di noi dei traditori, ci rendon tali le nostre paure”
William Shakespeare, Macbeth
Lo so, affermazione eccessiva: perché incolpare due politici di rango se “schiacciamo” un po’ troppo sull’acceleratore? E’ forse colpa d’Israele se i palestinesi non riescono a darsi un governo stabile? Oppure di Capo George Anatra Che Zoppica se in Iraq tutto va storto?

Spicchiamo un salto indietro di qualche mese e torniamo a giugno 2006: bello eh? Sole, caldo, le vacanze che ancora ci aspettavano…e la benzina a quasi 1,40 euro. Maledizione: durante le vacanze ho fatto (come chi di voi si è recato all’estero) lo slalom fra le pompe di benzina di Slovenia, Croazia e Bosnia per “acchiappare” il miglior prezzo…calcolatrice alla mano, fra euro, talleri sloveni, corone croate, marchi bosniaci…

Il minimo che riuscii a spuntare fu uno 0,99 euro in Bosnia, ed al ritorno in Italia la vista di quel “ 1,38” , che voleva essere un richiamo pubblicitario, mi fece sospirare…ah, poter tornare – con una magia – al distributore di Mostar…

Siccome sono centesimi sembra che pesino di meno, ma a fine anno fanno una bella differenza: oggi, la benzina costa circa 1,22 e quasi 20 centesimi in meno sono proprio una bella sommetta.
Percorrete 20.000 Km l’anno con una media cilindrata? Risparmiate circa 235 euro. Con una grossa cilindrata? Sono circa 285 euro. Per 50 euro tanto vale viaggiare in Ferrari: no, in quel caso la differenza sarebbe di circa 650 euro, però è anche vero che chi viaggia in Ferrari non ha tempo da perdere per queste piccolezze. Ora – per la legge dei vasi comunicanti – se c’è qualcuno che ci guadagna c’è qualcun altro che ci rimette: chi si ritrova – in questo ancor tiepido autunno – coperto di cenci?

Dovremmo fare tutti una bella colletta per il presidente dell’ENI Scaroni: siccome il perfido governo Prodi ha stabilito per editto che i manager pubblici non potranno guadagnare più di 500.000 euro lordi l’anno (sic!), c’è il grave rischio che il poveraccio non riesca ad acquistare i doni di Natale per i pargoli.
Sorvolando sul fatto – del tutto evidente prendendo carta, penna ed una busta paga – che la maggior parte di noi, per guadagnare quella cifra (al netto saranno “solo” 350.000 euro), ci metterebbe “soltanto” 22 anni, c’è da chiedersi come sia avvenuta una simile débacle.

Lo scorso anno – di questi tempi – Tremonti sognava la “tassa sul tubo” per rimpinguare le casse dello Stato: conscio del pericolo che si rischiava una nuova colata di cemento epocale (immaginate legioni di muratori impegnati a nascondere migliaia di chilometri di condotte?), il buon Giulio da Sondrio preferì trasformarla in un prelievo “secco” sui bilanci di ENI ed ENEL. In pratica, una “tangente” governativa: e per quello che manca? Lo metteremo nello “stoppino” a Prodi.

I due colossi dell’energia non protestarono neppure con un flebile lamento: consegnarono le chiavi della cassa al buon Giulio e si voltarono dall’altra parte, intenti a sfogliare le copie di Playboy che il Tremonte aveva portato loro in dono dalla Padania. Se il petrolio avesse delle “buone annate” come il vino, gli ultimi anni sarebbero da Guinness dei primati: quando mai l’oro nero aveva raggiunto i 75 $/barile?

Il risultato? Per il 2006 è prevista una “bolletta energetica” italiana pari a circa 48 miliardi di euro, il valore di due Finanziarie, e l’Italia che fa?
Il Tg1 intervista subito il buon Scaroni per chiedergli lumi: che faremo se i prezzi dovessero continuare a salire?

«Niente paura» è il laconico commento del numero uno dell’ENI: non dovete preoccuparvi di niente, ci pensiamo noi. Anche noi pensiamo a Scaroni quando riempiamo il serbatoio, ma i sentimenti non sono proprio gli stessi. Soluzioni al problema? Secondo Scaroni non ne esistono perché «l’Italia è priva di fonti energetiche». Il giornalista incalza. Risposta: «Dovremo diversificare, con fonti diverse dal petrolio».

Non fatevi nessuna illusione: quando Scaroni parla di fonti alternative al petrolio non pensa alle rinnovabili e più volte ha affermato, felice, «che in Italia non c’è sufficiente vento per gli aerogeneratori». Domandate al primo ligure che conoscete come si trascorre l’inverno in Liguria: non fa freddo, ma in quanto a vento…

La “diversificazione” – per Scaroni – si chiama carbone e nucleare, non si va oltre.
Certo, c’è il risparmio energetico, ma nessuno deve immaginare che l’energia possa essere prodotta senza le fonti fossili o l’Uranio, altrimenti i nostri bilanci potrebbero soffrirne. Voi non volete, vero, che i buoni azionisti siano in ansia? Smettete di pensare al sole ed al vento ed ingoiatevi la vostra razione quotidiana di fumi velenosi.

Se le cose sono andate abbastanza bene nel 2006, il timore è che nel prossimo futuro non ci siano più i dividendi stratosferici del passato: il prezzo del petrolio langue, è basso, maledizione…come potrò acquistare l’orsacchiotto di peluche per mia figlia?
Mentre solo qualche mese fa l’oro nero raggiungeva i 75 $/barile, oggi viaggia intorno ai 60: che ribasso!
Eppure – in questi mesi – non sono stati scoperti nuovi giacimenti al punto da variare le previsioni sull’esaurimento del petrolio: sul fronte strettamente petrolifero non è accaduto niente di nuovo. Intorno al petrolio, invece…

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