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Spionaggio. La fine della vecchia CIA

13.05.2006
 
Spionaggio. La fine della vecchia CIA

Licenziare Porter Goss e’ stata la parte facile, ha scritto ieri mattina il Washington Post. Il difficile, pero’ comincia adesso.

Da quando, dopo una lunga e silenziosa preparazione, George Bush ha annunciato a sorpresa lunedi mattina la nomina del Generale Michael Hayden al vertice della Cia, gli esperti di ‘’intelligence’’ negli Stati Uniti non hanno avuto alcun dubbio. Per la vecchia Cia degli anni della guerra fredda , la carriera e’ finita.

Ma per l’agenzia di Langley la strada verso una ristrutturazione che la porti ad essere piu’ adatta a identificare e prevenire i rischi di oggi e’ soltanto cominciata. E sara’ lunga e piena di trabocchetti. La sostituzione di Goss, certamente, era nell’aria da tempo. Da quando era arrivato a Langley, infatti, l’ex congressista aveva fatto del suo meglio per scontentare tutti. Nel giro di pochi mesi, il suo arrivo era stato salutato da una catena di dimissioni ad alto livello, che avevano privato l’agenzia di quella che i critici avevano definito ‘’centinaia di anni di esperienza’’.

Con John Negroponte, il diplomatico che Bush ha messo al vertice della nuova agenzia che coordina tutti i servizi di intelligence, dall’Fbi alla National Security Agency, i rapporti erano presto diventati tesissimi. E non piu’ facili erano quelli con il segretario della Difesa Donald Rumsfeld, impegnato da anni a rosicchiare a favore del Pentagono i compiti e le risorse dei servizi di spionaggio americani. Adesso, il balletto per la conferma di Hayden e’ cominciato in fretta. Dal suo ufficio, Negroponte ha lasciato filtrare la notizia che il prossimo vice di Hayden sara’ Steve Kappes, l’ex capo delle operazioni che alla Cia aveva assunto la statura dell’eroe prima di sbattere la porta dopo l’arrivo di Porter Goss piuttosto che licenziare il suo secondo.

A Kappes, per esempio, si deve il salvataggio di una pericolosa missione in Iran e il successo nel convincere Gheddafi a rinunciare alle aspirazioni nucleari. Contemporaneamente, con un occhio alle udienze per la conferma, anche Donald Rumsfeld e’ intervenuto per sostenere la scelta di Bush. ‘’Mike Hayden e’ un vero professionista e fara’ un eccellente lavoro per il paese’’, ha dichiarato Rummie, che pero’ non ha negato qualche passata divergenza. Gia’ martedi e poi ancora ieri, anche il generale ha fatto le sue prime mosse presentandosi ai membri piu’ influenti del Congresso in vista dell’inizio, previsto gia’ per la settimana prossima, delle udienze della potente commissione sui servizi segreti del senato che dovra’ dargli la prima approvazione. Almeno dalle prime battute, l’accoglienza dell’uomo nuovo scelto da Bush e’ stata pero’ soltanto tiepida.

Sull’esperienza e la competenza dell’alto militare, come era ovvio, nessuno ha obbiettato. I suoi anni al vertice della National Security Agency, l’agenzia del Pentagono specializzata nello spionaggio elettronico, e il suo servizio come vice di John Negroponte, infatti, ne hanno fatto un sicuro esperto di servizi segreti. Alla NSA, il suo impegno ha portato a una modernizzazione di tutti i servizi di sorveglianza elettronica, a cominciare dalle e-mail. Tra i conservatori del Congresso, tuttavia, Porter Goss ha ancora molti amici che non hanno perso tempo a manifestare i loro dubbi sula scelta del suo sostituto. ‘’Non penso, francamente, che ci debba essere militare a capo della Cia’’, si e’ affrettato a commentare lo spaker della Camera Dennis Hastert.

Da parte sua , il rispettato senatore repubblicano Arlen Specter non ha perso tempo a sollevare il vero punto debole di Hayden, il suo ruolo nel disegnare e realizzare quando era il direttore della National Security Agency il controverso programma di spionaggio interno voluto nel 2001 da George Bush. In realta’, nessuno dei due punti critici sembra in grado di bloccare la scelta del presidente. Anche se una parte dell’opinione pubblica americana e’ contraria ad affidare la Cia a un militare, infatti, il caso non e’ unico e gia’ nel passato anche Jimmy Carter aveva nominato a capo dell’agenzia di Langley il generale Stanfield Turner. E spesso un secondo e’ stato scelto nei ranghi del Pentagono.

Gia ieri, poi, diversi democratici hanno lasciato capire di non voler sfruttare piu’ di tanto contro Hayden la questione delle spionaggio interno, una storia che l’opinione pubblica sembra aver gia’ sostanzialmente perdonato al presidente e che potrebbe avere effetti imprevedibili a novembre. Se la nomina del generale potrebbe essere piu’ semplice del previsto, tuttavia, la direzione che la Cia prendera’ sotto il suo comando e’ tutta in discussione. Per Hayden, questo e’ sicuro, non ci sara’ piu’ il ruolo di interlocutore principale dei presidenti sulle questioni di spionaggio, che ormai spetta a Negroponte.

E per il generale, che non ha escluso di potersi dimettere se sara’ approvato, ci sara’ quasi certamente un duro braccio di ferro con Stephen Cambone, il poco visibile ma potentissimo capo dell’intelligence del Pentagono. In questi anni, con la scusa di raccogliere informazioni sul campo per i militari, Rumsfeld e’ riuscito a aggiudicarsi l’80 per cento del bilancio destinato all’intelligence e a ampliare i compiti dei Corpi Speciali e della Defense Intelligence Agency. Se una battaglia, come e’ probabile, ci sara’, Hayden avra’ pero’ al suo fianco Kappes, che gia’ in passato aveva previsto un Cia piu’ agile e piu’ attenta al lato ‘’umano’’ dello spionaggio, e Negroponte, a cui non mancano le capacita’ di tener testa al volitivo Rumsfeld.


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