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Africa: le prossime guerre degli USA per il petrolio

13.03.2007
 
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Africa: le prossime guerre degli USA per il petrolio

Il 7 febbraio, George Bush ha annunciato la costituzione di AFRICOM, un nuovo comando del Pentagono che, con il pretesto della cosiddetta "Guerra globale al terrore", progetterà e realizzerà le sue guerre per il petrolio e le risorse sul continente africano. Cosa significa questo per gli afro-americani? E per gli africani?

Il Pentagono non ammette che per tutta l'Africa è funzionante o è in costruzione un anello di basi militari permanenti USA. Ma nessuno dubita che il rafforzamento militare americano sul continente africano sia notevolmente in corso. Dall'Angola settentrionale ricca di petrolio su alla Nigeria, dal Golfo di Guinea al Marocco ed all'Algeria, dal Corno d'Africa giù al Kenia ed all'Uganda e lungo l'itinerario delle condutture dal Ciad al Camerun nell'occidente e dal Sudan al Mar Rosso in oriente, gli ammiragli ed i generali USA atterrano e decollano, si incontrano con funzionari locali. Hanno condotto studi di fattibilità, concluso accordi segreti e speso miliardi dei loro bilanci segreti.

Secondo gli ufficiali USA, le loro nuove basi non sono affatto delle basi. Sono invece dei "depositi piattaforme avanzate" ed "aree di servizio marittime" per l'equipaggiamento che è necessario alle forze di terra americane per operare sul continente africano. Sono dei "punti d'appoggio" e delle "foglie di giglio d'acqua" al largo dalle quali intendono combattere il prossimo ciclo di guerre per il petrolio e le risorse e bloccare la ricchezza di petrolio e minerali dell'Africa per i decenni a venire.

Prexy Nesbitt, di Chicago, uno degli architetti del movimento anti-apartheid negli USA negli anni '70 ed '80, ha parlato dell'importanza per gli africani e per gli afro-americani dell'annunciodel 7 febbraio di George Bush riguardante AFRICOM, il nuovo comando del Pentagono per il continente africano.

Ha una tremenda importanza per gli africani, perché il popolo africano, dai lavoratori alle elite universitarie, segue molto da vicino tutto ciò che fa il governo USA ovunque lo faccia nel mondo. Sempre più afro-americani negli USA seguono attentamente ciò che gli USA stanno facendo in Africa, ma non abbastanza. Quello che vediamo (è) ... una penetrazione militare USA nel continente africano e che questa penetrazione è ... motivata dalla ricerca degli USA... di nuove risorse petrolifere e di altri minerali.

In altre parole, è tutto per il petrolio. Ed i diamanti, e l'uranio, ed il coltan. Ma più che altro per il petrolio. La sola Africa occidentale posa in cima al 15% del petrolio mondiale e per il 2015 è proiettata a rifornire fino ad un quarto del consumo interno degli USA. La maggior parte del petrolio dall'Arabia Saudita e dal Medio Oriente finisce in Europa, Giappone, Cina o India. E' sempre più il petrolio africano che fa girare gli USA.

Un assaggio dei piani americani per il popolo e le risorse africani nel nuovo secolo si può vedere in Nigeria orientale. Le compagnie USA e multinazionali come Shell, BP e Chevron, che una volta ad una petroliera diede il nome del suo consigliere d'amministrazione Condoleezza Rice, hanno saccheggiato spietatamente per una generazione il delta del Niger. Dove una volta vi era gente povera ma autosufficiente con ricche fattorie e zone di pesca, ora vi è un crollo ecologico in espansione di dimensioni raccapriccianti nel quale la terra, l'aria e l'acqua sono sempre più incapaci di provvedere al sostentamento della vita umana, ma il popolo della regione non ha nessun altro posto dove andare.

Secondo la Banca Mondiale, il 20% dei bambini nigeriani muore prima dei 5 anni. Secondo Amnesty International nel 2005, dal Delta del Niger sono stati estratti centinaia di miliardi di dollari in petrolio.

[Ma i suoi abitanti] rimangono tra le comunità più prive di petrolio al mondo -- il 70% vive con meno di 1 dollaro USA al giorno. Nonostante la sua abbondanza di guadagni, mentre i prezzi globali del petrolio sono più che raddoppiati negli ultimi due anni, il governo nigeriano non si è preoccupato di fornire servizi, infrastrutture o posti di lavoro nella regione.

In un tipico segno di disprezzo per le vite ed i mezzi di sussistenza dei neri locali, il gas naturale che resta in cima a molti giacimenti petroliferi ma che più costoso da catturare e processare viene semplicemente eliminato o bruciato ai pozzi africani. Si stima che in tutti gli anni '90 ci si sia sbarazzati in questo modo di 29 milioni di piedi cubi al giorno del gas naturale nigeriano.

Secondo il Dr. Nesbitt:

Anni fa la gente del Comitato Americano per l'Africa riportò dei filmati di diapositive che mostravano... la gente che viveva in campi di melma fangosa di petrolio, che beveva acqua composta da melma di petrolio. Era proprio una situazione straordinariamente spaventosa... Per quanto ne sappiamo non è cambiato molto [in circa 15 anni] eccetto che [adesso] vi è un movimento per la giustizia che prende piede. Ma il comando militare degli Stati Uniti ha indicato, è proprio complice, con il governo di Obasanjo... per cercare di controllare questo movimento per la giustizia. Sono stati fatti alcuni commenti molto espliciti da parte dei militari USA, saranno pronti a muoversi militarmente in quell'arena... mettendo al sicuro per gli Stati Uniti quella fonte petrolifera.

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