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Bush porta la NATO ai confini russi

12.04.2007
 
Bush porta la NATO ai confini russi

Il presidente degli Stati Uniti George Bush, secondo quanto diffuso dalla sua amministrazione, il 9 aprile ha firmato il provvedimento che prevede l'allargamento ad est dell'Organizzazione del Trattato Nord Atlantico e che autorizza nuovi finanziamenti militari per i cinque stati dai Balcani al Caucaso candidati a diventarne membri, cioe' Ucraina, Georgia, Albania, Croazia e Macedonia.

Il documento, denominato "Freedom Consolidation Act", era stato approvato dal Congresso degli Stati Uniti il 16 marzo scorso e, oltre a confermare il sostegno all'ingresso in ambito NATO dei cinque nuovi membri sopraccitati, ne stabilisce il budget, gia' fissato in 12 milioni di dollari per il 2008 e di ulteriori 30 per i quattro successivi anni. E sebbene per i paesi membri della NATO i punti di vista sia del presidente che del Congresso degli Stati Uniti non abbiano un carattere formalmente impegnativo, va detto che in ambito NATO gli Stati Uniti occupano tradizionalmente una posizione leader, il che sta a significare che i membri dell'alleanza militare avranno un occhio di riguardo nei confronti della proposta americana, tantopiu' che essa rappresenta il frutto di una posizione concordata all'unanimita' sia dai democratici che dai repubblicani.

"Il Congresso degli Stati Uniti esorta i membri della NATO a cooperare con gli Stati Uniti nell'ottica volta all'incremento della pace e della sicurezza internazionale. Ucraina, Georgia, Albania, Croazia e Macedonia hanno fatto passi significativi sul piano delle riforme a cui devono attenersi i paesi in procinto di diventare membri della NATO", si legge nel documento sottoscritto dal presidente americano.

Tuttavia l'iniziativa di Washington e' gia' stata soggetta a dure critiche da parte dalla diplomazia del Cremlino. Il portavoce del ministero degli Esteri russo, Mikhail Kamynin, ha infatti dichiarato a proposito che "iniziative di questo genere non contribuiscono di certo a normalizzare la situazione politica in Ucraina. La domanda di ammissione nella Nato rientra nell'elenco delle controversie che stanno alla base dell'attuale crisi politica in cui versa il paese", mentre la settimana scorsa la camera bassa della Duma, aveva approvato una risoluzione nella quale si affermava che il fatto di supportare l'aspirazione all'ingresso nella NATO di Georgia ed Ucraina rappresenta un'atto di interferenza nella politica interna dei due paesi in questione.

In ogni caso, un immediato ingresso della Georgia e dell'Ucraina nella sfera NATO rappresenta al momento quasi un'impossibilita', non tanto per i legami storici che legano questi due paesi alla Russia, quanto per una serie di problemi ancora irrisolti dai governi di Tbilisi e Kiev. Per quanto riguarda la Georgia, la repubblica caucasica non e' ancora riuscita a risolvere i propri problemi territoriali interni, sebbene secondo i risultati di recenti sondaggi d'opinione, ben l'83% dei georgiani interpellati si e' dichiarato a favore dell'ingresso del paese nella NATO.

Situazione diametralmente opposta invece per cio' che concerne l'Ucraina, dove non esistono problemi di carattere territoriale, ma dove solamente il 20% della popolazione, secondo recenti sondaggi, vede di buon'occhio l'ingresso del paese nell'alleanza militare. Va sottolineato a questo proposito, che se in Georgia e' lo stesso presidente Saakhashvili a premere a favore dell'ingresso della repubblica caucasica nella sfera NATO, in Ucraina il primo ministro Janukovic sostiene che il suo paese non solo non sia pronto nell'immediato futuro ad un'integrazione, ma che l'attuale situazione politica interna la renda ancor piu' problematica.

In ogni caso, l'iniziativa intrapresa da Washington non fa altro che confermare il fatto che la questione relativa all'ingresso delle due ex repubbliche sovietiche in ambito NATO va ormai considerata solamente come una questione di tempo, cosa che da parte sua e' inevitabilmente destinata a provocare la dura reazione di Mosca.


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