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Dal mondo

Perche' gli Stati Uniti continuano a perdere le guerre

11.04.2007
 

Nella folle guerra d'Indocina in cui s'infognarono tra il 1964 e il 1972, gli USA vinsero le battaglie ma persero la guerra per il semplice motivo di aver scelto quella guerra. La guerra in Iraq, che il primo ministro britannico Margaret Thatcher rifilò al credulone presidente George Bush senior, si rivelò un disastro di entità minore soltanto perché George H.W. Bush fu saggiamente consigliato di non spingersi a fondo nell'occupazione dell'Iraq.

Ma, alla conclusione di quella guerra, l'Europa e gli USA insieme iniziarono, e persero, la guerra dei Balcani, un conflitto che non avrebbero mai dovuto iniziare. La nuova guerra che si sta diffondendo nell'Asia sud-occidentale, in cui il governo britannico di Blair è riuscito ad attirare i suoi sciocchi gonzi come il presidente Bush e il vice presidente Cheney, è stata la peggiore di tutte queste follie, ma lascia temere molto peggio, se Cheney non verrà allontanato al più presto dall'incarico.

Questo fatto è confermato dalla lettura del meticoloso resoconto di attività presentato dal gen. Barry R. McCaffrey il 26 marzo 2007. Riassumendo la sostanza del rapporto, le forze statunitensi vincono le battaglie, ma la nostra nazione subisce la distruzione voluta da Blair che a Londra presiede il governo fabiano che ha menato per il naso il vice presidente Cheney e altri complici altrettanto sciocchi, spingendo questa repubblica a compiere “solo un'altro passo nelle sabbie mobili strategiche globali”, tanto che ora rischiamo l'autodistruzione imminente, allo stesso modo in cui Londra riuscì ad attirare Napoleone Bonaparte nella trappola della guerriglia in Spagna.

A qualcuno verrà in mente la storia macabra di quel colonnello dei Marines che guidò il reggimento all'attacco frontale contro una postazione di mitraglie: conquistò la postazione ma perse tutti gli uomini. Gli chiesero poi: “Ma com'è che non ha provato con una manovra avvolgente?”. Quel colonnello, però, a confronto degli strateghi dell'amministrazione Bush di oggi, sarebbe da considerare un genio.

Ciò che i senatori americani, ed altri, dovrebbero chiedersi è questo: “Chi ha drogato il Congresso, continuamente, tanto da accettare battaglie che vince all'estero e perde in casa?”.

Chi erano quei rimbambiti, al Senato ed altrove, che osannavano alla chiusura permanente dell'economia USA, agli ordini dell'agente britannico Al Gore, allo scopo di abbandonare la sovranità della repubblica e farci tutti schiavi di un nuovo impero mondiale, la nuova Torre di Babele che chiamano “globalizzazione”?

Chi sono quegli idioti che si preparano alla corsa alla Casa Bianca stipulando alleanze con chi issa il vessillo del tradimento che Al Gore ha ricevuto dal principe di Galles, in virtù della radicata tradizione razzista della sua famiglia e delle sciocchezze malthusiane che va cianciando sul “riscaldamento globale”, una truffa diffusa nelle università e tra tanti idioti pronti ad ascoltare, per indurre la repubblica al suicidio? Questo è il suicidio della nazione voluto dall'ex compare di Pinochet e di George Shultz, Felix Rohatyn.

La principale lezione di strategia dalla storia, da quando la Grecia fu distrutta dalla sua vittoria nella Guerra del Peloponneso, è che nella storia i più pericolosi sono coloro, come i padroni dell'impero britannico, che hanno imparato a vincere le guerre inducendo altri a distruggersi combattendo quel tipo di guerre concepite per condurre alla rovina reciproca dei combattenti, come avvenne quando ci avventurammo nella folle guerra in Indocina, nelle guerre dei Balcani e nella guerra dell'Asia sud-occidentale che trae la sua origine dalle trame in Libano del favorito britannico Henry A. Kissinger, risalenti all'aprile 1975, e che infuria ancora oggi.

Noi, gli Stati Uniti, non abbiamo bisogno di nuovi nemici nell'Asia sud-occidentale, visto che abbiamo, qui da noi, in posizioni d'influenza, tutte le canaglie e gli sciocchi che occorrono per indurci alla rovina.

La grande questione strategica che gli USA e il mondo intero ora affrontano è il conflitto tra i patrioti e coloro che profanano la Costituzione su cui si fonda la nostra sovranità, per allearci e fare le guerre insieme a coloro che intendono spogliarci della nostra sovranità per creare una “Torre di Babele” globalista, degradandoci da un'economia progressista fondata sulla scienza a qualcosa che persino i cavernicoli se non addirittura le scimmie considererebbero con un certo disgusto.

Fonte: www.moviosol.org

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