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La nuova sfida nucleare dell'Iran

10.04.2007
 
La nuova sfida nucleare dell'Iran

Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, in occasione di un discorso tenuto ieri nella citta' di Natanz, situata a circa 200 chilometri a sud della capitale Teheran, ha lanciato una nuova sfida nei confronti della comunita' internazionale annunciando l'avvio della nuova era nucleare di Teheran.

"A partire da oggi l'Iran si e' aggiunto alla lista di quei Paesi in grado di produrre combustibile nucleare", ha dichiarato il presidente iraniano, aggiungendo inoltre che le potenze mondiali non sono in grado di fermare il programma nucleare di Teheran. "Il nostro percorso nucleare e' una strada senza ritorno", ha poi affermato il presidente iraniano.

Le dichiarazioni di Ahmadinejad hanno seguito di qualche ora l'annuncio diffuso da parte del direttore del programma atomico iraniano Gholam Reza Aghazadeh, il quale aveva dichiarato in precedenza che nella centrale di Natanz, dove sono installate 3.000 centrifughe a cascata, le attivita' di arricchimento dell'uranio hanno raggiunto una capacita' di produzione a "livello industriale".

In questo modo l'Iran non solo ha ignorato tre risoluzioni consecutive del Consiglio di Sicurezza dell'Onu che chiedevano alla Repubblica islamica di sospendere queste attivita', ma le ha al contrario accelerate.

Le 3000 centrifughe della centrale di Natanz sono in grado di arricchire e raffinare l'esafluoruro di uranio (Uf6), che a bassa intensita', come sostiene Teheran, viene utilizzato in qualita' di combustibile per le centrali nucleari, mentre l'utilizzo ad alta concentrazione serve per produrre ordigni atomici, cosi' come teme la comunita' internazionale, la quale ha gia' provveduto a sanzionare il regime degli ayatollah con tre risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, puntualmente ignorate da Teheran.

In ogni caso, come ribadito per l'ennesima volta da parte del capo negoziatore iraniano Ali Larijani, l'Iran e' pronto ad avviare negoziati seri con l'Occidente per mettere fine alla disputa sul nucleare: "Oggi, con il ciclo del combustibile nucleare completo, siamo pronti a iniziare veri negoziati con l'obiettivo di arrivare ad un'intesa - ha affermato Larijani -. Siamo pronti a negoziare e a raggiungere un accordo con i Paesi occidentali per eliminare le loro preoccupazioni sul nucleare iraniano senza mettere fine al nostro sviluppo scientifico".

Ricordiamo che i negoziati sulla questione nucleare iraniana condotti dal cosiddetto "Eu-3" (Gran Bretagna, Germania e Francia) si erano interrotti lo scorso anno, a causa del persistente rifiuto di parte iraniana a sospendere le attivita' di arricchimento dell'uranio, rifiuto che ha successivamente costretto il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ad adottare le sanzoni nei confronti della Repubblica islamica. A tale proposito, Larijani ha dichiarato: "L'Occidente dovrebbe sapere che non si arrivera' a un accordo con l'Iran attraverso le risoluzioni delle Nazioni Unite e che, se crea tensione invece che interazione con l'Iran, l'Iran avra' una reazione seria".

Intanto nella giornata di ieri, come riferito dall'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna, in occasione della Giornata nazionale della tecnologia nucleare in Iran, 15mila studenti universitari iraniani hanno formato una catena umana attorno all'impianto di Natanz, al fine di esprimere il proprio sostegno al programma atomico con fini pacifici della Repubblica islamica.


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