Pravda.ru

Dal mondo

Le pubblicazioni militari invitano Rummie a fare le valigie

09.11.2006
 
Pagine: 12
“Questi repubblicani non hanno il coraggio di sostenere il confronto con i reduci che si preoccupano ogni giorno dei problemi delle truppe, e si accontentano degli slogan vacui con cui l'amministrazione manda le truppe in guerra senza nemmeno gli autoblindo con cui proteggersi. ... Ma questa volta non funzionerà ... Nessun democratico si lascerà intimidire da un'amministrazione che ha come strategia quella di tagliare la corda in Afghanistan e di impantanarsi e perdere in Iraq”.

Un commento molto emotivo e abrasivo contro il presidente, su questo stesso tema, è stato pubblicato il 2 novembre dal New York Times. Intitolato “il grande divisore”, il commento nota come Bush abbia perso la capacità di intervenire sulle questioni reali per cui non gli resta che la campagna negativa, denigrare i rivali della sua vita fatta di sole fantasie. Il giornale fa la lista degli insuccessi clamorosi che Bush chiama successi. L'ultima trovata è che se i democratici vincono le elezioni sarebbe una vittoria del terrorismo e una sconfitta dell'America. “Ha fatto ricorso ai colpi bassi distorcendo una battuta maldestra e malriuscita del sen. John Kerry ... una riedizione della campagna del 2004 [sulla vicenda Swiftboat in Vietnam] ... mirante a presentare Kerry, che era andato in guerra, come un codardo, e Bush, che era rimasto a casa, come un eroe”.

“Non è la prima volta che Bush gioca la carta della paura, della rabbia e della divisione; non ha mancato una sola occasione per sventolare la bandiera insanguinata dell'11/9. Ma questa volta è andato oltre: ci lascia nel dubbio se questo presidente sia mai disposto ad ammettere il bipartitismo, la possibilità del compromesso e l'interesse nazionale nei due anni in cui resterà in carica”.

Fonte: "http://www.movisol.org",

Pagine: 12
| Ancora
1915