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Le trame di Cheney per un attacco atomico contro l'Iran

09.10.2006
 
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Le trame di Cheney per un attacco atomico contro l'Iran

Gli esperti militari consultati dall'EIR negli USA non escludono la possibilita' che dalla Casa Bianca parta l'ordine per un improvviso attacco atomico contro i siti nucleari iraniani prima del voto del 7 novembre per il parziale rinnovo del Congresso degli Stati Uniti. Il periodo che va dal 4 al 18 ottobre e' ritenuto il piu' congeniale per un “attacco preventivo” in chiave pre-elettorale.

I piani operativi per questo attacco sono stati nuovamente aggiornati e potrebbero essere attivati in qualsiasi momento. Sono pronti sia i bombardieri e i missili strategici a lungo raggio, sia le portaerei che incrociano nell'Oceano Indiano e nella regione del Golfo Persico. “I militari hanno messo a punto i piani nonostante la loro forte riluttanza. Ci si può aspettare un'ondata di dimissioni degli alti ufficiali se parte l'ordine di colpire”, ha spiegato un insider. La cosa più grave è che visto il fallimento dei bombardamenti protratti che Israele ha condotto in Libano, non si può certo escludere che gli USA ricorrano alle armi nucleari tattiche per colpire i siti iraniani sotterranei, sostengono fonti diverse.

Durante la settimana in cui gli israeliani hanno bombardato il Libano, i combattenti di Hezbollah hanno atteso nei bunker sotterranei schermati e dotati di aria condizionata per poi uscire allo scoperto e attaccare gli obiettivi israeliani con il lancio di circa 4000 missili. L'impatto psicologico della pioggia di missili è stato tale da indurre il governo di Ehud Olmert a decidere di inviare truppe di terra nell'insidiosa regione meriodionale del Libano, in quello che è stato un nuovo fiasco disastroso per Israele.

Mentre gli esperti militari fanno notare che la vittoria di Hezbollah rappresenta una svolta nella situazione politico-militare nell'intera regione del Sudovest Asiatico e del Golfo Persico, questo non ha fatto che acuire lo stato mentale da “fuga in avanti” dei fanatici alla Casa Bianca di Bush e Cheney, così che c'è da temere che a tempi brevi essi commettano qualche pazzia militare contro la Repubblica Islamica di Iran.

Quelli che la Casa Bianca definisce “siti delle armi nucleari” iraniani sono strutture sotterranee con una schermatura imponente, capaci di resistere a qualsiasi bombardamento convenzionale, spiegano gli esperti. Quindi l'opzione dei “bunker buster” nucleari non può essere esclusa, nonostante l'intensa “rivolta dei generali” della scorsa primavera che costrinse la Casa Bianca a rimuovere dai piani di contingenza l'impiego di testate nucleari tattiche.

Moniti pubblici
I grandi mezzi d'informazione continuano a proteggere con la cortina del silenzio i piani della Casa Bianca per un attacco a sorpresa contro l'Iran. Intanto però l'allarme è stato diffuso da centri studi e da alcuni siti internet:

* Il 26 settembre il gen. William Odom, che comandò la National Security Agency (NSA), ha parlato ad un incontro sul tema dell'Iraq indetto dalla parlamentare democratica Lynn Woolsey. Odom ha spiegato che si corre il pericolo che l'amministrazione Bush vada in guerra contro l'Iran e che pertanto il Congresso dovrebbe prendere le misure necessarie ad impedirlo. Ha spiegato come la guerra in Iraq rappresenti la sconfitta peggiore che l'America abbia subito in tutta la sua storia, ma una guerra contro l'Iran farà impallidire persino questo disastro iracheno. Odom ha affermato che gli USA dovrebbero trattare direttamente con l'Iran, che il regime iraniano “odia Al Qaeda” e gli USA dovrebbero piuttosto cooperare con l'Iran contro il terrorismo. Un parlamentare gli ha chiesto che cosa ritiene che si possa fare contro i piani dell'amministrazione, al che Odom ha prontamente replicato: il Congresso non ha la facoltà di impeachment?

* Il 23 settembre l'ex senatore e candidato presidenziale democratico Gary Hart ha scritto un articolo per l'Huffington Post intitolato: “La sorpresa d'ottobre”. Un attacco contro l'Iran non dovrebbe sorprendere, ha scritto Hart, giacché “abbiamo un'amministrazione che, se non altro, è impegnata a ridefinire il nostro carattere nazionale in qualcosa che non abbiamo mai visto”. I passi previsti sono i seguenti, ha spiegato Hart: “I tankers dell'Air Force saranno posizionati per il rifornimento dei bombardieri B-2, unità navali armate di missili cruise saranno posizionate in punti strategici dell'Oceano Indiano e forse nel Golfo Persico, i droni [velivoli robotizzati, senza persone a bordo] raccoglieranno i dati sul conto dei bersagli e alcuni commando permetteranno di perfezionare la raccolta dati. Gli ultimi due piani sono già in azione”. La lista degli obiettivi ufficiali è di “due dozzine”, ma questo sarebbe soltanto l'inizio perché “gli autori della guerra in Iran hanno in mente un 'cambiamento di regime'.” A decidere i tempi, sostiene Hart, c'è il fatto che “gli USA sono pronti ad adottare un proprio cambiamento di regime al Congresso a novembre”.

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