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Dal Libano no alla risoluzione Onu. La Siria: “Siamo con gli hezbollah”

08.08.2006
 
Dal Libano no alla risoluzione Onu. La Siria: “Siamo con gli hezbollah”

Gli Stati Uniti vorrebbero "nel giro di pochi giorni, e non di settimane" una seconda risoluzione Onu per l'invio di una forza internazionale in Libano. Lo ha detto il consigliere per la Sicurezza nazionale statunitense, Stephen Hadley. E' l'ultima novita' sul lavoro che la diplomazia internazionale sta intraprendendo da giorni per fermare gli scontri (anche ieri violentissimi) tra Israele e il Libano. Proprio ieri mattina il governo libanese ha respinto la bozza di risoluzione presentata ieri da Francia e Stati Uniti al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Il presidente del Parlamento di Beirut, Nabih Berri, ha ricordato che la bozza ha ignorato il piano presentato dal premier Sinioria alla conferenza di Roma che prevedeva un cessate-il-fuoco, il ritiro delle forze israeliane e il ritorno dei profughi. "Il Libano respinge qualsiasi risoluzione al di fuori di quei punti". Lo stesso Siniora ha espresso le sue perplessita' al segretario di Stato americano Condoleezza Rice, in una telefonata notturna. Il nodo principale e' la permanenza delle truppe israeliane oltre il confine, indirettamente concesso dalla risoluzione che non ne chiede il ritiro immediato. "Nessuno vuole che Israele resti per sempre in Libano", ha pero' assicurato la Rice dagli Usa. La bozza e' solo "una base" di discussione, "un punto di partenza" per una soluzione duratura. E' importante, ha sottolineato, che il testo sia votato "entro un giorno o due" cosi' che possano "cessare le terribili violenze inflitti ai civili" su entrambi i fronti.

Se il conflitto dovesse estendersi, Damasco e' pronta a schierarsi al fianco degli Hezbollah. Lo ha detto il ministro degli Esteri siriano, Walid Muallem, in Libano per la riunione dei capi delle diplomazie dei Paesi arabi che si terra' oggi a Beirut. Muallem ha affermato che il suo Paese e' preparato a rispondere "immediatamente" qualora fosse attaccato da Israele. "Se volete saperlo", ha detto ai giornalisti, "sono pronto a essere un soldato a disposizione di Sayyed Hassan Naslarrah (il capo dell'Hezbollah, ndr). Alla domanda se Damasco sia preoccupata del rischio di uno sconfinamento del conflitto in atto, Muallem ha risposto: "Ben venga. La Siria si sta preparando e non lo nasconde. Risponderemo immediatamente a qualsiasi aggressione". E' la prima volta che un ministro siriano mette piede in Libano da aprile dell'anno scorso, quando Damasco ritiro' tutte le sue truppe dal territorio libanese. I ministri degli Esteri arabi discuteranno anche della bozza di risoluzione presentata dalla Francia al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il testo e' stato gia' respinto dal governo di Beirut e criticato da molte cancellerie della regione.

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