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Dittatura: per la Corte suprema argentina gli esiliati hanno diritto al risarcimento

08.07.2006
 
Dittatura: per la Corte suprema argentina gli esiliati hanno diritto al risarcimento

Con un verdetto già definito 'storico', la Corte Suprema ha accolto la richiesta di un esiliato vittima dell'ultima dittatura (1976-'83) riconoscendogli il diritto a un indennizzo per essere stato costretto a lasciare il paese in quanto “vittima di persecuzione politica”. La sentenza deroga la legge 24.043 che prevede risarcimenti solo per coloro che furono detenuti illegalmente nei centri di detenzione clandestina, e ribalta un precedente verdetto di una corte d'appello che aveva già respinto la domanda presentata da Héctor Ramón Dragoevich, attivista e insegnante, riparato nel '76 in Spagna con sua moglie, sindacalista, e suo figlio per sfuggire alla repressione.

L'Alta Corte si è basata su un unico precedente, quello di Susana Yofre, a cui gli stessi giudici avevano accordato nel 2004 il diritto a una riparazione economica per essere stata obbligata a scappare all'estero dopo l'assassinio del marito e di un figlio. Il caso di Dragoevich è stato equiparato a quello di Yofre: “Lungi dall'essere stata una decisione volontaria, quella di abbandonare il paese è stata ...l'unica disperata alternativa possibile per salvarsi la vita di fronte alla minaccia dello Stato o delle organizzazioni parallele”. L'impulso dato dalla vicenda di Yofre e ora anche di Dragoevich ha convinto l'esecutivo del presidente Nèstor Kirchner a stilare un disegno di legge per corrispondere un risarcimento agli esiliati (già 1.700 hanno presentato richiesta), sempre che sia comprovata l'esistenza di una persecuzione; già approvato dal Senato, il disegno è ancora fermo alla Camera.

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