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Dal mondo

Medioriente: Merkel e Pelosi in tour, diplomazia in fermento

05.04.2007
 

Il cancelliere tedesco Angela Merkel e la speaker del congresso statunitense Nancy Pelosi stanno visitando le principali capitali dell'area. Intanto il premier israeliano E. Olmert apre a una conferenza di pace con i paesi vicini mediata dall' Arabia Saudita ma non accetta l'iniziativa di pace araba come base del dialogo. Bush critica la Pelosi per la visita a Damasco.

La crisi politica libanese, i rapporti con la Siria, il tribunale internazionale per l'omicidio Hariri, la crisi tra Iran e Regno Unito, la sicurezza in Iraq.... sono tanti i temi e le sfaccettature del dibattito in corso in medioriente, ripreso con maggior vigore dopo il vertice della Lega Araba dei giorni scorso che ha rilanciato l'iniziativa araba per la pace tra Israele e tutti i paesi dell'area.

La proposta è semplice: pace e riconoscimento per Israele in cambio del ritiro entro i confini del '67, la nascita dello stato palestinese con Gerusalemme est capitale e una soluzione equa per i milioni di profughi palestinesi.

I nodi di Gerusalemme e del diritto al ritorno dei profughi, entrambi oggetto di risoluzioni ONU, sono però inaccettabili secondo Olmert, che sottolinea comunque che la proposta rappresenta un importante cambio di prospettiva interessante per Israele e propone una conferenza internazionale che però non parta dall'iniziativa di pace araba.

In realtà il governo Olmert è fortemente indebolito in patria a causa della sconfitta nella campagna estiva contro Hezbollah e il Libano e degli scandali finanziari, per cui secondo molti analisti il premier non avrebbe la forza per firmare una pace definitiva con i paesi vicini e con la conferenza di pace potrebbe cercare di deviare l'attenzione dell'opinione pubblica verso la politica estera.

In Libano intanto i presidi dell'opposizione, che assediano il parlamento di Beirut dal dicembre scorso, sono sempre meno frequentati e lo stallo politico sembra senza sbocchi. Il principale ostacolo sulla strada del dialogo è la formazione di una corte internazionale per giudicare mandanti ed esecutori dell'omicidio dell'ex premier Rafiq Hariri.

Il figlio di Rafiq, Saad Hariri, leader del movimento "Al Mustaqbal" (il futuro) oggi al governo, ha presentato una petizione al segretario dell' ONU Ban Ki Moon perchè le Nazioni Unite formino questo tribunale con ogni mezzo a disposizione. In pratica una richiesta di far ricorso all'articolo 7 dello statuto ONU che consente di agire anche senza l'avallo delle autorità libanesi e, se necessario, persino con l'uso della forza. Hizbullah, il partito islamico principale partito di opposizione, ha fatto sapere che interpreterà ogni iniziativa in tal senso come un gesto ostile verso il Libano.

Fonte: www.aminsnet.org

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