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Le ex SS estoni riconosciute combattenti per l'indipendenza

03.06.2006
 
Le ex SS estoni riconosciute combattenti per l'indipendenza

Il governo estone ha approvato il progetto di legge "Sulla lotta dei cittadini estoni per l'indipendenza della Repubblica di Estonia". Secondo il progetto di legge, "i cittadini estoni che hanno combattuto contro gli occupanti sovietici e tedeschi al fine di ottenere l'indipendenza dell'Estonia, vengono riconosciuti combattenti per la liberta'". Tale progetto di legge era stato preparato dal governo come alternativa al progetto di legge analogo che gia' da due anni viene discusso in parlamento. Il precedente progetto di legge, preparato dai partiti d'opposizione "Unione Patriottica" e "Repubblica", proponeva di considerare combattenti per la liberta' solamente i cittadini estoni che avevano combattutto contro l'Unione Sovietica, mentre quello appena approvato dichiara combattenti per la liberta' anche i dissidenti dell'epoca sovietica.

Secondo il progetto di legge, combattenti per la liberta' dell'Estonia devono essere considerati coloro i quali hanno combattutto contro l'Unione Sovietica nelle file dell'esercito tedesco ed i gruppi partigiani, sottolinenando che vengono categoricamente esclusi coloro i quali hanno commesso crimini contro l'umanita' e crimini militari proibiti dalla legislazione estone.

La questione riguardante il riconoscimento ufficiale di estoni combattenti tra le fila della Wehrmacht, venne sollevata per la prima volta nel 2004 al raduno dell' "Unione dei combattenti per la liberazione dell'Estonia", che comprendeva circa 3000 persone le quali, negli anni della Seconda guerra mondiale, si schierarono dalla parte dell'esercito tedesco. Di questa Unione fanno parte anche i veterani della 20esima divisione SS. Facciamo notare che questo non e' assolutamente la prima volta che il governo estone cerca di "legalizzare" le truppe delle SS. L'anno scorso, addirittura, il governo estone si fece carico delle spese di costruzione di un monumento in onore delle SS estoni, e il monumento fu installato nell'ottobre del 2005 sul territorio del Museo per la lotta di liberazione dell'Estonia. Sul piedistallo di bronzo e' raffigurato un soldato con l'uniforme tedesca, con in mano un mitra tedesco e la croce di ferro sul petto.

Nei Paesi Baltici non e' solo l'Estonia a compiere atti di questo genere. Dalle vicine Lettonia e Lituania giungono regolarmente notizie di misure giustificative nei confronti delle truppe che durante la Seconda guerra mondiale hanno combattuto dalla parte dell'esercito tedesco. In particolare a Riga, si e' cercato piu' volte di far effettuare una marcia per le vie della citta' alle truppe delle SS. La cosa piu' interessante e' che i Paesi Baltici facenti parti dell'Unione Europea in questo modo infrangono chiaramente le decisioni prese dalla UE che proibiscono qualsiasi manifestazione di stampo fascista. Va anche detto che la UE e gli Stati Uniti hanno due approcci ben diversi nei confronti di quanto sta succedendo nei Paesi Baltici. Il signor Van der Linden, direttore del'assemblea parlamentare del Consiglio europeo, ha piu' volte affermato che il Consiglio europeo e' pronto a prendere misure attive contro le forme di revanscismo manifestate nei Paesi Baltici, dichiarando a questo proposito che "in caso di attivizzazione da parte delle ex SS o di altre velleita', il Consiglio europeo prendera' adeguate misure dal momento che non e' assolutamente intenzionato a tollerare manifestazioni di totalitarismo di nessun tipo".

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