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Jennifer Lopez si rifiuta di reclamizzare il vino georgiano

01.05.2006
 
Jennifer Lopez si rifiuta di reclamizzare il vino georgiano

L'ex repubblica sovietica della Georgia cerca di tenere alta l'immagine di uno dei suoi prodotti principali, il vino, l'importazione del quale in Russia e' stata recentemente proibita. La piccola nazione caucasica ha deciso di puntare tutto sull'immagine dei propri vini, chiedendo ad una delle stelle di Hollywood piu' famose di reclamizzarli.

Il governo georgiano ha offerto mezzo milione di dollari alla ballerina, attrice nonche' stilista americana Jennifer Lopez per venire a Tbilisi il 26 maggio in occasione delle manifestazioni che si terranno nella capitale georgiana in occasione del Giorno dell'indipendenza. Alla Lopez e' stato altresi' proposto di dare una mano a promuovere una delle risorse economiche principali della Georgia, il settore vinicolo, che ha accusato un grave colpo in seguito alla decisione da parte del governo russo di proibirne l'importazione in Russia.

La star, dal canto suo, ha rifiutato l'offerta stabilendo troppe condizioni al suo arrivo a Tbilisi e chiedendo un compenso ben superiore a quello propostole dal governo georgiano.

Ieri un funzionario del governo ha dichiarato all'agenzia di stampa russa Interfax che l'offerta fatta e' stata rifiutata a causa delle eccessive richieste da parte della Lopez, aggiungendo che il mezzo milione di dollari offerti sarebbe stato frutto di varie sponsorizzazioni e non prelevato direttamente dal budget nazionale.

Da parte della Lopez non e' stato possibile mettersi in contatto con il suo portavoce al fine di commentare la situazione.

Il settore vinicolo della Georgia sta attraversando un periodo di particolare crisi in seguito alla decisione presa da alte autorita' della sanita' russa, decisione che successivamente e' stata allargata anche ad altre bevande alcoliche georgiane, di proibirne l'importazione a causa dell'inaccettabile livello di pesticidi contenuto nelle bottiglie esportate in Russia.

Da parte sua, il governo georgiano ha risposto affermando che si tratta di una campagna politica atta a destabilizzare l'economia della Georgia.

In Georgia la produzione alcolica occupa il secondo posto nella graduatoria delle esportazioni e prima del divieto circa il 70% dei vini veniva esportato in Russia. Il presidente georgiano Mihail Saakashvili, il quale ha definito la Georgia "la patria del vino", ha recentemente visitato la Cina e la Turchia allo scopo di trovare nuovi mercati vinicoli, con la speranza in un prossimo futuro di allargare la sua azione anche agli Stati Uniti.

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