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Raggiunto ad Oslo l'accordo sulle Cluster Bomb

01.03.2007
 

La scorsa settimana in Norvegia è stato siglato il Trattato internazionale per la messa al bando delle cluster bomb che sarà esecutivo dal 2008. A partecipare al convegno sono state 49 nazioni, soltanto tre, Polonia, Romania e Giappone hanno dato parere negativo. Assenti, invece, i grandi produttori delle armi: Cina, Russia, Israele, Stati Uniti, India e Pakistan.

Il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Sean McCormak, ha dichiarato che - le cluster bomb continueranno a far parte dell’arsenale statunitense - rispettando le dovute regole d’ingaggio, ma le bombe a grappolo non rispettano alcuna regola quando restano inesplose sul terreno, non distinguono i civili dai militari, le loro vittime per la maggior parte hanno un’età al di sotto dei 12 anni, bambini attratti dalla forma degli ordigni che richiama talvolta quella di lattine di bibite o scatole per alimenti.

Sono armi di grandi dimensioni che si aprono a mezz’aria spargendo ad ampio raggio centinaia, di sub-munizioni, possono essere lanciate da svariati tipi di mezzi aerei, da quote altissime così da aumentare lo spazio di dispersione sul territorio. Le sub-munizioni sono progettate in modo da esplodere al momento dell’impatto con il terreno, ma spesso capita che siano difettose, costruite secondo tecnologie arretrate in quanto a precisione e quindi restano letali anche successivamente ai bombardamenti esplodendo per una semplice scossa.

In Libano è ancora in atto la bonifica del terreno dopo gli attacchi Israeliani dell’estate, gli ordigni da disinnescare sono ancora un milione 100 mila. E’ da considerare che per queste operazioni non ci sono tecniche avanzate, ma si procede lentamente, con la schiena curva, si guarda palmo a palmo il suolo; a partire dalla tregua del 14 agosto si è stimata una media di tre vittime al giorno.

 In Afghanistan, dove tra l’ottobre 2001 e marzo 2002 sono state sganciate 1.228 bombe cluster, contenenti 248.056 sub-munizioni sarebbero rimasti più di 12.400 ordigni inesplosi innescati, i civili uccisi dall’ottobre 2001 al novembre 2002 sono stati 127. In Iraq, nella primavera del 2003, le forze armate americane e inglesi hanno sganciato circa 13.000 bombe, per un totale di 1,8-2 milioni di piccoli ordigni, quelli inesplosi potrebbero essere 200.000.

La messa al bando delle cluster è dunque una dimostrazione di civiltà nei confronti di tutte quelle nazioni dove negli ultimi tempi si ha la pretesa di esportare la democrazia, di certo non potrà evitare altre morti, ma non permetterà più a veri e propri criminali di guerra di nascondersi dietro arretrate quanto crudeli convenzioni internazionali.

di Sonia Lombardo

Fonte: www.girodivite.it


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