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Calciopoli anche per l'arbitro Collina

07.10.2006
 

Anche Pierluigi Collina è caduto nella trappola di calciopoli: l'ex arbitro numero Uno al mondo è stato deferito dal procuratore arbitrale, Marcello Cardona, per i suoi frequenti contatti (proibiti) con Lorenzo Meani, il ristoratore e addetto agli arbitri del Milan. Meani e Collina si erano messi d'accordo per un incontro (che poi non c'è stato) fra l'arbitro e Adriano Galliani, allora alla guida della Lega Calcio.

I contatti fra direttori di gara e dirigenti erano (e sono) proibiti: il procuratore chiederà due anni di inibizione per Collina, così come ha chiesto per gli altri. Cardona conferma insomma una forte coerenza. Il processo si terrà davanti alla Disciplinare Aia verso fine ottobre. L'11 ottobre invece toccherà ad altri arbitri e assistenti.Il presidente della Figc, Giancarlo Abete, fa giustamente notare che quello di oggi "non é un giudizio di merito sulla sospensione ma sull'iter procedurale, che toccherà all'Aia rifare". Chiarissimo, ma a questo punto qualcuno dovrà pur decidere. Il n.1 dell'Aia, Cesare Gussoni, non ha alcuna intenzione di reintegrare Paparesta perché teme che possa essere un elemento di turbativa per l'ambiente arbitrale essendo stato coinvolto in Calciopoli. Ma altri arbitri coinvolti in Calciopoli vanno regolarmente in campo: e allora? E Collina? E' sempre stato chiaro: in passato ha sostenuto di non avere gli elementi per poter decidere su un eventuale reintegro di Paparesta. Anche se lo stima come arbitro.

E allora? Fra un mese ci saranno le elezioni Aia: Gussoni è in lotta con il rivale Marcello Nicchi e pare sia una lotta piuttosto aspra. Ma il caso-Paparesta prima o poi andrà risolto. L'Aia è autonoma, d'accordo, e Abete (anche se lo volesse) non può intervenire. Ma sta diventando una brutta storia. E l'avvocato di Paparesta è pronto a citare in giudizio ancora l'associazione arbitri, e anche Collina se fosse necessario. Non sarebbe meglio trovare un accordo?

 

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