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Il dittatore cileno Augusto Pinochet usava il pugno di ferro per costruire il paradiso

26.02.2006
 
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Il dittatore cileno Augusto Pinochet usava il pugno di ferro per costruire il paradiso

Quante volte sociologi e storici si sono rifatti a Stalin nel tentativo di trovare una risposta alla domanda: cos'e' piu' importante per lo stato? Un uomo forte al comando in grado di attuare riforme impopolari e far fiorire il paese oppure un gruppo di "moderati" democratici che odiano letteralmente far male a qualcuno?

Il dittatore cileno Augusto Pinochet viene spesso citato come esempio positivo di personalita' forte. I riformatori russi hanno fatto addirittura un viaggio in Cile per vedere da vicino la "terapia schock" cilena. Un corrispondente in Cile dell'agenzia AiF ha cercato di analizzare le attitudini odierne nei confronti dell'uomo che "ha portato i cileni alla felicita' col pugno di ferro".

Eva Morales, insegnante dai capelli brizzolati di Santiago, l'11 settembre di ogni anno getta nel mare un mazzo di garofani. Dopodiche' la donna si siede sulla sabbia inizia a cantare una tranquilla ninna nanna per poi mettersi a piangere a lungo. Trentatre anni fa, proprio in quel giorno, si trovava lontano da Cuba, in visita con una delegazione di comunisti cileni. Successivamente i vicini di casa le raccontarono che alcuni soldati ubriachi ed un ufficiale avevano fatto irruzione nel suo appartamento. I vicini udirono il rumore provocato dal pugno dell'ufficiale sul volto del marito di Eva. La loro figlia di cinque anni, Valeria, si mise poi a piangere. Eva non ha mai piu' rivisto la sua famiglia. Il marito e la figlia sono scomparsi. Una recente inchiesta su iniziativa del Parlamento, ha stabilito che i militari usavano elicotteri per gettare nell'oceano i corpi di coloro che morivano in prigione.

Una trentina di anni fa, difficilmente c'era qualcuno in Unione Sovietica che non sapesse chi fosse il generale Pinochet. L'immagine del dittatore con gli occhiali scuri in uniforme stile-nazi veniva derisa dalla stampa sovietica. Qualunque poco di buono veniva ribattezzato "Pinochet".

Nel 1991 le cose sono cambiate. Autorevoli politici russi hanno pubblicamente espresso la propria ammirazione nei confronti delle azioni del generale, visitandolo di frequente. I commentatori della TV russa sospiravano: il generale si' che e' un vero genio, ha fatto fuori tutti i comunisti e i cileni si sono arricchiti in un battibaleno.

Lungo le strade della Santiago di oggi, si possono vedere dozzine di ristoranti di lusso. Ci sono inoltre le boutiques d'alta classe di Versace, Dior e Burberry nel verde centro commerciale della citta', lussuosi grattacieli con le finestre a specchio dominano la citta' e auto nuove di zecca e limousine sfrecciano per le vie della citta'.Trent'anni fa, masse affamate attaccavano negozi alimentari. Le madri non potevano nemmeno comprare il latte per i propri figli, gli autobus non viaggiavano a causa di scioperi, le finestre erano scure nella maggior parte degli edifici dal momento che mancava l'elettricita' ed i lavoratori da sei mesi non ricevevano i loro miseri stipendi.

"Allora, dov'e' la giustizia? Come puo' la gente essere cosi' ingrata per tutto cio' che ha fatto per loro mio padre?" dice Marco Antonio, il figlio di Pinochet con la voce tremante dall'indignazione.

"Il mio povero vecchio sgobbava 24 ore al giorno, per un pelo e' scampato ad un attentato alla sua vita!" Cosa sarebbe successo se i comunisti avrebbero continuato ad essere al potere? Il vostro paese e' l'esempio lampante di una gestione comunista. Prima, tutti avevano paura di mio padre, oggigiorno solo un fannullone non ha voglia di dargli un calcio fra le gambe", dice il figlio di Pinochet.

Ho avuto modo di dare un'occhiata piu' da vicino al "povero vecchio", in occasione della sua visita alla moglie in un ospedale militare di Santiago. Il novantenne aveva veramente l'apparenza di una vecchia persona. Era seduto su di una sedia a rotelle con la testa dondolante. Ha subito riconosciuto alcune telecamere della televisione che si avvicinavano. Si e' alzato lentamente, con un sguardo maligno negli occhi.

"Io saro' considerato il responsabile di tutto cio' che e' successo. Lasciate in pace la mia famiglia!" borbotto' il generale con tono cattivo. La cosa successiva che ho visto, e' stata la folla che ha rallentato come impaurita di essere colpita da una forza minacciosa.

"Alcuni documenti degli archivi dei servizi segreti sono stati resi pubblici alcuni anni fa. Ne e' risultato che i famosi miracoli economici del regime di Pinochet non erano altro che una storia fiction da due lire", dice Isabel Allende sorridendo. Isabel e' la figlia del presidente cileno Salvador Allende cacciato nel 1973. Pinochet ha ordinato a persone a lui vicine di occuparsi dei dati ufficiali relativi alla crescita degli stipendi in modo tale che "l'immagine del Cile" avesse potuto sembrare ottimale all'estero. Dieci milioni di persone sono fuggite dal paese. All'epoca in cui il dittatore fu costretto ad abdicare, fu calcolato che la meta' della popolazione viveva sulla soglia della poverta', solamente uno stupido avrebbe potuto giudicare la situazione come un successo economico", dice la figlia di Allende.

" Molti qui sostengono che l'economia nazionale sia migliorata nonostante gli sforzi di Pinochet.

"Bene, altri contestano fortemente questo punto di vista", dice l'ex membro dello staff presidenziale Victor Lagaro. "La si metta come si vuole, ognuno la pensa a modo proprio", dice Lagaro con un sorriso che gli attraversa tutto il volto.

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