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Julia piu' Kevin

10.03.2006
 
Pagine: 12
Julia piu' Kevin

La notizia che Julia si' e' innamorata di un americano senza una lira, si e' presto diffusa nel salone da parrucchiere dove lavora.

PEZZENTE

- Io capisco perfettamente il tuo disinteresse - cercava di farla ragionare la sua vecchia amica, - ma ti sei gia' bruciata una volta! Togliti dalla testa le illusioni, una donna deve essere un pochino egoista, cercati un uomo coi soldi!

- A me i soldi non interessano, io voglio l'amore! - obiettava Julia. - Kevin e' un sognatore dall'animo meraviglioso, scrive poesie innamorato del mondo intero!

Lei stessa non riusciva a capire in che modo l'aveva conquistata questo ragazzo. Pubblicando un'inserzione tramite un'agenzia matrimoniale di Vinnitza, Julia sottolineo' categoricamente: rispondero' a tutti, tranne agli americani.

Ma il primo a rispondere e' stato proprio Kevin, ed il suo stile di scrivere era talmente affascinante, il suo sorriso sulla fotografia talmente disarmante, che Julia ben presto cambio' la sua decisione.

Le lettere del cavaliere d'oltre oceano venivano discusse da tutto il collettivo del salone.

- Vive con la madre in modo assai modesto, non parla del suo lavoro, - raccontava a tutti Julia. -

- Ma il suo cuore e' pulito, ama i bambini, gli animali, i fiori. Gli ho scritto - vieni qui, ti taglieremo i capelli gratis!

- Certo che glieli tagliamo! - risposero in coro le colleghe.

Con grosso stupore da parte di Julia, Kevin accetto' l'invito. I genitori di Julia si precipitarono al mercato al fine di preparare un pranzo coi fiocchi per l'americano dai mezzi economici limitati - in stile con le generosi tradizioni slave - lardo, prosciutto, minestrone di verdura. Quando dalla folla dei passeggeri del Boejng e' saltato fuori un uomo alto dai capelli biondi coi jeans stracciati, con vecchie scarpe da tennis bucate gridando vendendole incontro "Ciao, bellezza mia!", a Julia sono letteralmente tremate le ginocchia. Come si faceva a portare Kevin in citta' in uno stato simile? Ma lei trovo' in fretta la soluzione.

- Dai che ti diamo una rivestita, - propose all'americano e lo condusse...al mercato.

Una settimana trascorsa assieme convinse Julia e Kevin che e' possibile trovare la propria anima gemella anche in capo al mondo e che i soldi non fanno la felicita'. Non si sono delusi a vicenda per niente.

- Appena Kevin ha oltrepassato la soglia di casa, si e' inginocchiato di fronte alla figlia di Julia, Lina, regalandole un enorme elefante di peluche, - racconta Vassilij Vladimirovich, il padre di Julia, - ad nessuno dei ragazzi di qui una cosa simile sarebbe passata per la mente! Ci ha sbalordito la sua sincerita' ed il suo ottimismo, con lui ci sentivamo perfettamente a nostro agio.

Gli innamorati si lasciarono in modo triste.

- Sposami! - propose in modo veemente Kevin. - Abiteremo nella nostra casetta con mia mamma...

- E se tu ti trasferissi qui? - replico' Julia. - Ho un piccolo appartamento di una stanza, ti troveremo il lavoro. Mio padre ha le mani d'oro, ti insegnera' a fare il fabbro, qui i fabbri guadagnano bene.

E aggiunse in modo severo:

- Tieni ben presente che sono una donna capricciosa, voglio vestirmi per bene! Cio' significa che il marito e' tenuto a lavorare!

- Sento che mi stai educando! - disse l'americano all'ucraina baciandola.

Il secondo incontro convinse definitivamente entrambi del datto che erano fatti l'uno per l'altra.

Mentre Kevin era impegnato a sbrigare un'intera serie di formalita', Julia si preparava a partire. Le amiche tentarono di farla ripensare: "Che te ne fai di uno straccione simile, qui a Vinnitza c'e' ne sono fin che vuoi!". Ma Julia rispondeva decisa: "Io voglio l'amore e i ricchi non sono sono capaci di amare!". Decise di non licenziarsi, dove trovare lavoro se poi tocchera' ritornare? E al padre fabbro chiese di prendere il posto del cognato. Le ragazze, accompagnando l'amica diretta in America, le ficcarono alcuni barattoli di minestra nella borsa, affinche' Julia non morisse di fame. E solo la piccola figlia di quattro anni Lina non aveva paura di niente e applaudeva; a lei Kevin piaceva, le piaceva il paese lontano che Kevin le faceva vedere sulla cartoline e soprattutto il fatto che si stavano dirigendo proprio la' in aereo.

PRINCIPE

Nell'aereo Kevin disse: all'aereoporto, cara mia, ti aspetta una sorpresa con un fiocco rosso.

- E dov'e' questa sorpresa? - provo' a chiedere Julia. - Al deposito bagagli?

Ma la sorpresa si trovava al parcheggio dell'aereoporto - una macchina da favola completamente avvolta da nastri rossi.

- Sedetevi, - disse Kevin a Lisa e Julia, porgendo le chiavi a quest'ultima. E i miracoli continuavano - la "casetta" dove li attendeva la madre del fidanzato, si rivelo' una palazzina a tre piani nel Minnesota di 560 metri quadrati. La sale enormi erano arredate da mobili d'antiquiariato e la stanza di Lina paragonabile ad una di quelle camere per bambini che esistono solo nelle favole, con i piu' bei giocattoli immaginabili e due cagnolini veri dai calzini rosa e vestitini di merletto rosso.

- Ma tu sei un principe? - chiese Julia a bassa voce.

- No, semplicemente il proprietario di una catena di autosaloni, - rispose con un senso di colpa Kevin.

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