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"La montagna gobba" - quando non ci si vergogna di essere omosessuali

25.02.2006
 
Un quadro tratto dal film "La montagna gobba"

Nonostante tutti i premi ed entusiasmi, il film "La montagna gobba" (Brokeback Mountain) non e' che abbia grosse prospettive di distribuzione in Russia. E non si tratta affatto di cio' che si possa pensare. Un'orientazione sessuale diversa, l'esoticita' di una storia tra due cowboys che si amano da sempre finendo col lasciarsi, non e' che sia un' idea molto esotica almeno per le nostre vastita' cinematografiche.

A prima vista, il film di Eng Lee, maestro di bellissimi panorami e slanci romantici, risulta essere abbastanza semplice. Si nota subito la mancanza di ruoli interpretati brillantemente, di dialoghi finemente ironici nonche' di svolte di soggetto inattese. Tutto diventa gia'chiaro nei primi venti minuti: le passioni infinite dei cowboys, il mondo colpevole di tutto...

Eccolo qui il principale errore di valutazione da parte degli spettatori, sul quale molto presumibilmente faceva affidamento il regista e che, va pensato, ha cosi' tanto interessato l'addotrinato pubblico.

Chi e' colpevole e di cosa? L'orientamento non tradizionale e' rappresentato da ricordi d'infanzia di uno dei due partner bastonato a morte da dei gay.

Quello tradizionale prevede che la moglie di uno dei due amici viene a sapere la verita' sul marito e fugge da casa. E ancora un'orientamento non tradizionale vede uno spostamento nelle teste dei due gay che cercano di nascondere i propri rapporti intimi e dimostrare al mondo di non essere peggio degli altri.

Sposarsi e metter su figli? Possono. Tener testa ai teppisti? Senza problemi. Lavorare? Meglio di tutti. Comportarsi bene in famiglia ed educare i figli? Sempre. Quasi tutta la vita dei protagonisti e' un continuo tentativo di provare di non essere peggiori degli altri. Il che porta al risultato opposto, cioe' che sono diversi, isolati e dalla parte sbagliata. Il film di Eng Lee e' altrettanto a favore dei gay quanto lo e' contro. E' dedicato alle persone non libere.

Questa storia contiene ancora un paio di aspetti. L'elenco delle vittime non e' composto solamente da coloro in possesso di due gobbe interne, invisibili al mondo. Ne fanno parte tutti coloro inclusi a loro volta dai protagonisti nell' "operazione rettifica" (o copertura).

La locandina del film "La montagna gobba"
Parenti, persone care, amici... Famiglie normali ritrovatesi in circostanze estrose, inorrodiscono. Respingono la realta' e la combattono in nome del trionfo del dogmatismo.

In Europa come tra l'altro in America, anche l'orientamento sessuale non e piu' un qualcosa appartenente ne' a partiti repubblicani, democratici o di altra provenienza. Ma ecco che l'indicazione di Eng Lee relativa all'immobilizzazione interna e' anche schiavitu', la nostra, dalla testa ai piedi. La schiavitu' interna, la mostruosita' interna che non consentono di mettersi sulla retta via.

Mi posso facilmente immaginare anche le manifestazioni organizzate contro l'anteprima del film "La montagna gobba". Ai tempi del potere sovietico, ad esempio, per pederastia si finiva in galera. Inoltre, a tutto cio', va ancora aggiunta la denuncia collettiva da parte dei rappresentanti dei movimenti religiosi tradizionali. Accidenti, ci ricoprono di morale marcia e tolleranza bugiardamente concepita scalzando gli incrollabili capisaldi della famiglia e del matrimonio. Per noi le loro famiglie unisessuali non rappresentano affatto un esempio.A questo proposito leggete: Il diritto di Sodoma: vogliono trasformare Mosca in una "Montagna gobba".Parlando generalmente, il terrore che guida le masse, dopo aver perso la propria forza, si va ad annidare nelle anime. Dira' che il suo nome e' tradizione, autorita' e sommita' morale. Ma in realta' non e' altro che un acne enorme, fossilizzato, che ha trasformato la societa' umana in un gregge.

Chiedo scusa se quanto andro' a dire vi sembrera' del tutto inopportuno. Nel giorno dedicato ai difensori della Patria, a Mosca e' crollato il tetto di un mercato causando la morte di decine di persone, in gran parte mercanti azerbaigiani. A Mosca non sono stati annullati i fuochi d'artificio, il ministro della difesa rideva al concerto di festa, l'hanno fatto vedere sugli schermi televisivi. Vorrei tanto sperare che i fuochi d'artificio non siano stati annullati mica per l'appartenenza nazionale e sociale delle vittime... Ma semplicemente per sbadataggine.

E anche alle Olimpiadi gli atleti russi sia vincitori che non, in questo giorno non portavano al braccio la fascetta nera in segno di lutto. Aspettavano un ordine o hanno deciso di non farci caso?

Aleksej Tokarev

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