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Bambino salvato dalla paralisi cerebrale grazie all'amore dei genitori

28.03.2006
 
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Bambino salvato dalla paralisi cerebrale grazie all'amore dei genitori

La diagnosi dei medici nei confronti di Nikita fu terribile: non avrebbe mai piu' potuto ne' camminare ne' parlare. Ma grazie all'amore sconfinato dei suoi genitori, il bambino non ha solamente iniziato a camminare e parlare, ma ha bensi' incantato i suoi innumerevoli ammiratori grazie al suo virtuosismo al pianoforte.

La nascita del primogenito era attesa dai genitori, Julia e Misha Kustov dalla citta' di Kostroma', con grande trepidazione e gioia. Il bimbo sano dal peso di tre chili e mezzo, venne alla luce il 28 dicembre. Ma gia' dopo tre giorni, nella stessa notte di Capodanno, al piccolo Nikita e' successa una vera e propria tragedia.

"Ho subito capito che era successo qualcosa al mio piccolo, - ricorda Julia. - Sono accorsi i medici, hanno iniziato a chiedermi quale fosse il mio gruppo sanguigno, e mi hanno detto che Nikita era stato vittima di un emorragia al cervello. Il sangue inizio' a fuoriuscire in modo impressionante e solamente un urgente travaso di sangue avrebbe potuto salvarlo. Grazie a Dio il mio gruppo sanguigno corrispondeva a quello del bambino. Quando l'hanno coricato sul tavolo vicino a me, era bianco come un lenzuolo a causa della notevole perdita di sangue. Al dottore tremavano le mani dalla paura".

Dopo alcuni giorni Nikita, in stato seriamente critico, venne trasferito nel reparto di rianimazione. Il piccolo fu colpito da una paralisi e tutti i riflessi congeniti non rispondevano piu'. I medici, in forma segreta, comunicarono ai parenti che era indispensabile convincere i genitori che sarebbe stato bene rinunciare al bambino, dal momento che i centri midollari del movimento e del discorso erano irrimediabilmente danneggiati. Con una diagnosi del genere, il bambino non avrebbe mai potuto ne' camminare ne' parlare. Ma Julia e Misha giunsero alla decisione: finche' esiste la minima speranza bisogna lottare. Il loro piccolo non l'avrebbero mai tradito.

Julia cercava di trascorrere tutto il tempo possibile accanto al figlio. Anche nello stato critico in cui si trovava, Nikita poteva sentire la presenza e l'amore della mamma. E una volta, dopo aver preso Nikita in braccio, Julia improvvisamente si accorse che un ditino del piede del bambino aveva iniziato a muoversi. Lo stesso giorno il dottore comunico' alla mamma che era successo un vero e proprio miracolo: al bimbo erano iniziati a tornare i riflessi.

Dopo due mesi Nikita lascio' l'ospedale e la sua diagnosi parlava di paralisi cerebrale, il che avrebbe comportato l'invalidita' permanente senza troppe speranze di riabilitazione. Ma i genitori decisero di combattere fino all'ultimo. Al fine di far alzare il proprio figlio, furono costretti a cambiare completamente vita. Misha si licenzio' dal suo lavoro che amava cosi' tanto, e inizio' ad occuparsene di un altro piu' duro ma piu' proficuo: restauratore di appartamenti. Anche Julia fu costretta a lasciare il suo lavoro di ragioniera.

Per insegnare al bambino a parlare, Julia ogni giorno e per diverse ore gli faceva il massaggio alla lingua, si occupava con lui di ginnastica terapeutica e di giochi ne che avrebbero favorito lo sviluppo. Il secondo miracolo avvenne quando Nikita compi' cinque anni e mezzo - inizio' a camminare da solo. Grazie alla speciale metodica di Glenn Doman, Julia inizio' a leggere le lezioni al bambino. Verso il settimo anno d'eta' Nikita leggeva bene fino al punto che il suo livello di lettura era decisamente superiore a quello di molti suoi coetanei sani. Dopo aver iniziato a frequentare la prima classe, Nikita con estrema facilita' non solo ricordava ma recitava a memoria due e anche quattro pagine di poesie.

Adesso Nikita ha nove anni ed e' un bambino estremamente gentile e comunicativo. Oltre alle lezioni scolastiche e sportive obbligatorie, frequenta anche uno studio artistico dove gia' da due anni si occupa di musica. Lo scorso anno ha passato con successo tutte le prove per accedere ad un festival regionale dedicato ai bambini handicappati. Dopo aver eseguito brillantemente l'aria "Il cerchio rotto", gli spettatori in sala gli hanno riservato una vera e propria ovazione e come premio ha ricevuto un enorme gatto dal folto pelo.

La famiglia di Nikita vive in modo assai modesto, non potendo nemmeno contare su di un aiuto di parte estranea. In tutti questi anni hanno affittato diversi appartamenti, dal momento che torna loro impossibile risparmiare al fine di acquistare un alloggio. Ma loro non si disperano affatto, loro sono assieme, una vera famiglia unita. "Per quanto possa essere dura, non bisogna abbattersi. La cosa piu' importante e' continuare a lavorare e credere ciecamente nel proprio figlio", - dice Julia.

Secondo la massaggiatrice Irina, la quale sin dai primi giorni ha aiutato Julia e Misha ad occuparsi di Nikita, si tratta di un caso eccezionale. Sono pochissimi i genitori dotati della pazienza necessaria per continuare giornalmente ad occuparsi del proprio figlio nell'arco di cosi' tanti anni. Tutto cio' che Nikita e' riuscito ad ottenere finora e' frutto dello spirito di sacrificio, dell'amore e dell'abnegazione dei genitori.

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