Pravda.ru

Societa' » Famiglia

A Penza una quercia magica fa i miracoli

24.03.2006
 
A Penza una quercia magica fa i miracoli

Lungo il "sentiero della salute" dalle parti di Penza, da 300 anni a questa parte c'e' una quercia dai poteri miracolosi. Dopo che l'albero durante gli anni della Grande Guerra Patriottica restitui' il padre a Nina Sizova dapprima dato per disperso e successivamente salvatosi in modo miracoloso proprio nel momento in cui Nina si rivolse all'albero implorandolo di aiutarla, molti abitanti della zona hanno iniziato a rivolgersi all'albero con la speranza di risolvere i propri problemi.

Vadim Kabanov venne a sapere della quercia miracolosa dalla nonna, quando era ancora bambino. Nina Sizova raccontava con trepito al nipote dei poteri della quercia situata non lontano dalla citta'. Durante la guerra il padre di Nina combatteva in prima linea. All'inizio della guerra la ragazza ricevette una lettera la quale le annunciava la scomparsa del padre dopo una battaglia al fronte. Cio' stava a significare che difficilmente qualcuno l'avrebbe ancora rivisto. Nina era completamente disperata e tutte le notti piangeva. A quei tempi la gente cercava di non frequentare le chiese e la gioventu' di allora non era cosi' vicina a Dio come la vecchia generazione. Qualcuno le consiglio' di rivolgersi per aiuto alla vecchia quercia nella pianura  occidentale.

La ragazza ascolto' il consiglio e dopo aver trovato nel bosco l'albero imponente si appoggio' alla sua rozza corteccia chiedendo che il padre tornasse a casa sano e salvo. Dopo due settimane il postino consegno' a Nina una lettera dal padre, nella quale egli scriveva che dopo una feroce battaglia e con le gambe ferite riusci' a trascinarsi in una boscaglia dove successivamente perse i sensi. Il padre di Nina fu ritrovato dopo un paio di giorni e trasferito all'ospedale. Successivamente Nina venne a sapere che suo padre fu ritrovato proprio il giorno in cui lei si era rivolta all'albero. Da quel momento la ragazza inizio' a rivolgersi spesso alla quercia, raccontandole i propri problemi e tornandosene a casa con l'animo sollevato, sicura dell'aiuto da parte della quercia. Ed infatti succedeva proprio cosi', i problemi si risolvevano da se' e la sfortuna si teneva alla larga dalla ragazza.

In seguito anche allo stesso Vadim tocco' rivolgersi per aiuto all'albero magico. "Ho chiesto alla quercia di fare in modo che la mia amata ragazza tornasse da me, sebbene io stesso non e' che ci credessi poi molto - ha confessato Vadim.- Allontanandomi dalla quercia provavo un'inusuale leggerezza d'animo e felicita'. Dopo una settimana la ragazza che tanto amavo mi ha telefonato. Ero tremendamente felice e sin d'allora sono piu' che convinto che sia tutto merito della quercia magica".

Dopo aver fatto alcune visite al "vecchio saggio", Vadim decise di raccontarne le imprese agli amici i quali, a loro volta, inizarono anch'essi a rivolgersi all'albero. C'era chi chiedeva la salute dei cari, chi un buon lavoro, ma piu' di tutto le persone si rivolgevano all'albero quando erano assillate da problemi di carattere personale. Anche d'inverno, a temperature bassissime, erano visibili tracce fresche sul sentiero che conduceva alla quercia.

Secondo i racconti dell'etnologo regionale Ivan Kovalenko, la venerazione degli alberi e' sempre esistita in tutte le culture e popoli del mondo. La divinazione di alberate sacre e singoli determinati alberi era largamente diffusa tra le tribu' indigene della Crimea. Per i tartari della Crimea era sacra la "Quercia parlante", foglie e corteccia della quale venivano utilizzate in qualita' di medicine contro molte malattie. Tra gli abitanti della regione di Gursuf veniva venerata la vecchia quercia-guaritrice situata sulla montagna Ajudag (Montagna dell'orso). A questo albero sono stati dedicati dei versi da parte del poeta della Crimea, Nikanorkin: "Chi tocca la quercia e ne prende in mano una foglia ricevera' forza e salute ".

"Ne' la religione ufficiale tantomeno le innumerevoli tempeste che si sono abbattute sulla Crimea, non sono state in grado di distruggere la venerazione da parte della gente del posto nei confronti delle querce sacre, - racconta Kovalenko. - Il culto della divinazione delle quercie nella collina chiamata Iosofatova e' presente tuttora, sebbene ne sia al corrente solo una piccola minoranza di persone. Ed il relativo rituale e' accessibile solo ad una cerchia ristretta di devoti che non ama affatto l' eccessiva curiosita' nei confronti delle loro divinita' da parte di persone estranee ".

Credere e venerare e' un qualcosa di strettamente personale. Ma, siate d'accordo, quando esiste qualcosa in cui credere diventa piu' semplice vivere ed inoltre si prova il desiderio di farsi strada nella vita, raggiungendo sempre nuovi traguardi.

Oksana Anikina, su materiali del quotidiano "Reporter", del sito di Ivan Kovalenko ed informazioni di carattere personali.

 

 

 

 

 

| Ancora
5483