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Secondo Capello l'Italia deve solo imparare dalla Spagna

25.10.2006
 
Secondo Capello l'Italia deve solo imparare dalla Spagna

L'allenatore del Real Madrid, Fabio Capello ha rilasciato nella giornata di ieri un'intervista di dubbio gusto ad un quotidiano spagnolo, nel corso della quale con allusioni varie, ha sparato a zero sull'Italia, elogiando allo stesso tempo il sistema di vita e calsistico del Paese in cui non solo attualmente vive ma nel quale e' intenzionato a rimanere al fine della sua carriera da allenatore, cioe' la Spagna.

Partendo da un'analisi del sistema burocratico iberico Capello, con una chiara allusione al Paese che gli ha permesso di farsi un nome ed arricchirsi, cioe' l'Italia, ha dichiarato senza troppi peli sulla lingua: "La Spagna si' che e' un paese serio e civile, dove chi non paga le tasse viene punito. Tutto funziona in questo paese. Prendete la Polizia: mi hanno fermato due volte, mi hanno riconosciuto, mi hanno chiesto come va il Real, ma poi la multa me l'hanno fatta comunque. Come la prova dell'alcool. Questo significa serieta', e questa serieta' della gente a me piace perche' spesso in Italia non e' cosi'. Tutto questo e' un regalo di Franco, ma io non sono di destra, per carita'! Voi spagnoli siete i cinesi d'Europa. Crescete un 4% ogni anno? State facendo le cose molto bene".

Passando poi a questioni piu' strettamente calcistiche, il tecnico friulano ha fatto un paragone decisamente favorevole alla realta' spagnola rispetto a quella italiana: "Anche nel calcio le cose vanno meglio rispetto all'Italia, si parla molto di tattica e mai di arbitri. In Italia non e' cosi' e questo non mi piace. Sono gia' tornato indietro e quella volta lo feci solo per Berlusconi. Questa volta pero' indietro non torno. Fra tre anni smetto di allenare e resto a Marbella".

Alla domanda relativa ai suoi due recenti anni trascorsi sulla panchina della Juventus, ed in paticolare ai suoi rapporti personali con la ex dirigenza bianconera, Capello ha dichiarato: "Ero e rimango amico di Moggi, la mia amicizia continua. Lui e Giraudo sono grandi dirigenti, poi si e' detto che hanno fatto questo o quello, ma prove davvero non esistono. In questi ultimi anni non esiste una sola partita in cui ci sia stato qualcosa d'irregolare. E' stato tutto regolarissimo. Ci hanno tolto due scudetti in base a che? Io ho sempre detto che un arbitro non può vincere una partita da solo, non puo' fischiare un rigore e poi calciarlo. Moggi, Giraudo e la Juventus sono stati puniti per non aver fatto niente".

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