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Il business del calcio: 2 mld di euro

25.05.2006
 
Il business del calcio: 2 mld di euro

Un pallone carico d'oro. Secondo le stime del quotidiano economico 'Sole- 24Ore' infatti, il campionato di calcio di serie A oltre a passioni e curve, muove due miliardi di euro nella stagione appena conclusa. E la partita del business si gioca fuori dagli anelli degli stadi, con gli incassi del 'campionato maggiore' che alla fine fatturano soltanto 150 milioni di euro.

Perché, mette in chiaro il quotidiano diretto da Ferruccio De Bortoli, i diritti tv valgono ben 600 milioni, mentre quelli delle sponsorizzazioni e merchandising ne portano 460. Ma non è finita. Il totocalcio, infatti, vale 450 milioni di euro, le scommesse 330 milioni. A chiudere il 'bilancio' del gioco più seguito al mondo troviamo il business di album e figurine, che fattura 43 milioni di euro. Una vera e propria industria “quasi perfetta ma delicata'' - scrive il Sole24 Ore - che tuttavia ''potrebbe subire danni diffusi dal tifone Calciopoli''.

E così, ''ironia della sorte, dal business del football traggono lauti guadagni tutti i protagonisti eccetto quelli che lo generano, le società sportive''. Al punto che dai bilanci del 2004-2005 delle 20 società (quelli dell'attuale stagione saranno chiusi tra giugno e dicembre), si evidenzia un giro d'affari che supera di poco i 1.300 milioni di euro. Di questi, circa 800 ''sono generati da Milan, Juventus, Inter e Roma'', che al 'botteghino' del calcio che conta mietono il 60% degli incassi dalle gare, il 70% dalle sponsorizzazioni delle rispettive maglie e un altro 60% dai diritti tv. Ma ''le virtù delle grandi del calcio finiscono qui'', precisa l'inchiesta del quotidiano, ''perché tutte insieme sono gravate da 800 milioni di debiti lordi su circa 1.600 milioni complessivi e che salgono a un miliardo se si comprende anche la Lazio''.

Non è finita. L'anno scorso, infatti, ben ''13 società hanno chiuso'' i propri conti ''in rosso, altre hanno fatto ricorso a operazioni straordinarie per evitarlo, come il Brescia e il Chievo, che hanno venduto a società controllate il marchio''. Milan e Reggina hanno seguito la stessa strada, ma hanno tirato le somme con perdite di pochi milioni, ''forse lo stesso copione seguirà l'Inter per quest'anno''. Dunque, in media gli introiti da botteghino, 230 milioni (comprendendo la Coppa Italia, le amichevoli e le coppe europee) come quelli da sponsor, hanno rappresentato ''appena un sesto del valore della produzione delle 20 società''.

E se si analizza il rapporto debiti/patrimonio, le cose non vanno meglio. Con uno squilibrio evidente: ''I debiti bancari - fa ancora osservare l'indagine del 'Sole 24 Ore' - sono un quinto di quelli complessivie questi superano largamente il patrimonio netto'', oggetto di ''frequenti iniezioni di capitali freschi''. Insomma, taglia corto l'indagine del principale quotidiano finanziario - la partita finanziaria del calcio si gioca sempre più fuori dal prato verde. E con l'erba che si fa ogni anno più scivolosa, il 'gol dei profitti' rischia di provocare seri infortuni.

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