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Societa'

Droga e societa' dei consumi

22.04.2007
 

Negli ultimi anni, il problema della tossicomania giovanile è uno di quei fenomeni sociali che si sono modificati più velocemente anche nelle nostre zone, assumendo proporzioni e connotati di massa prima impensabili e sconosciuti. Questa trasformazione è uno dei segnali che attestano in modo eloquente la mutazione economico-sociale e antropologico-culturale che si è verificata nei nostri luoghi.

In una società che ormai è diventata una società di massa, in cui predominano tendenze e comportamenti consumistico-edonistici di massa, è inevitabile che anche il consumo di quelle sostanze chiamate "droghe" diventi un'abitudine di massa, anzitutto per un effetto di emulazione e di omologazione culturale, vale a dire a causa di ciò che comunemente viene definito "moda".

In questo discorso occupano una posizione centrale e preminente l'ideologia e la mercificazione del "tempo libero". La società borghese ha ormai imposto da tempo un'ideologia del "tempo libero" inteso falsamente come una frazione della propria vita quotidiana libera da impegni di lavoro e di studio (e quindi di lotta) da poter dedicare agli svaghi, agli hobby, alle vacanze, ossia ai consumi economici dei divertimenti.

Tale mistificazione ideologico-culturale è perfettamente funzionale ad un processo di mercificazione e privatizzazione del "tempo libero" che è diventato un ulteriore momento di alienazione dell'individuo nella fruizione passiva e meramente consumistica di prodotti offerti dall'industria del "tempo libero" e del "divertimento" come, ad esempio, il sesso, la musica, lo sport e... le droghe.

Sex, drugs and rock'n'roll. In seguito ai processi di globalizzazione economica e culturale, tali tendenze si sono estese e diffuse su scala planetaria. Si pensi al mercato del sesso e della musica, ovvero alle industrie della pornografia e della discografia, che hanno conosciuto un'autentica esplosione ed espansione a partire soprattutto dagli anni '60.

Questo per quanto concerne l'economia privata. Invece, sul piano delle istituzioni pubbliche, sia l'educazione sessuale che l'educazione musicale nelle scuole statali lasciano completamente a desiderare (addirittura, nel caso dell'educazione sessuale non esiste nemmeno la relativa materia di studio all'interno del piano del curricolo didattico-formativo e disciplinare).

Anche il fenomeno sportivo è diventato una merce di consumo di massa, dal momento in cui lo sport moderno, nell'economia di mercato e nella società capitalistica contemporanea, è diventato uno spettacolo di massa, quindi un'industria che produce un'incessante offerta di eventi sportivi da spettacolarizzare e da vendere, soprattutto grazie all'avvento dei mezzi di comunicazione di massa, in modo particolare della televisione. In tale contesto i giovani sono diventati masse di fruitori passivi degli spettacoli sportivi prodotti quotidianamente dall'industria culturale del "tempo libero".

Tali fenomeni di massificazione, mercificazione e alienazione del "tempo libero" sono evidenti anche nei piccoli contesti di provincia in cui viviamo. Le periodiche campagne politico-mediatiche sulla criminalità e sull'ordine pubblico sono assolutamente mistificanti e strumentali. Per varie ragioni. Anzitutto, ci si guarda bene dall'analizzare le origini e le cause reali della criminalità, tanto meno di confrontarla con la criminalità delle classi dominanti (guerre, mafia, omicidi bianchi, bancarotta, fallimenti, evasione fiscale, ecc.) che non viene mai menzionata dai mass-media di regime. Per gli organi della (dis)informazione ufficiale, l'unica criminalità esistente è quella dei proletari, degli emarginati, dei migranti, degli oppressi.

Le classi dominanti mantengono il sistema con la violenza, attraverso il monopolio e l'esercizio esclusivo della forza pubblica, riversando la loro violenza sul proletariato e sulle classi lavoratrici, in modo particolare sul proletariato giovanile più marginale. A tale scopo sono funzionali alcuni meccanismi e alcuni fenomeni provocati e alimentati ad arte come, ad esempio, il "teppismo" negli stadi di calcio e le "droghe illegali". Ormai le violenze legate alla sfera degli stadi di calcio, da episodi "eccezionali", sono diventati un fenomeno "normale", quotidiano, accettato come un fatto naturale, da esecrare e rigettare solo ritualmente e ipocritamente, fornendo spunti per inutili dibattiti sulla carta stampata e in televisione.

Siamo di fronte ad una perversa e cinica operazione di criminalizzazione della vita quotidiana, che si avvale di molteplici strumenti e meccanismi (economici, sociali, politici, legislativi) tra i quali figura anche il regime proibizionista vigente in materia di alcune (non tutte le) droghe. Sul piano economico-politico una sostanza come l'eroina è pienamente funzionale ad un sistema basato sul dominio e sulla criminalità di classe.

Dal punto di vista economico, benché l'eroinomane non costituisca una forza-lavoro intesa secondo i canoni tradizionali, tuttavia egli, essendo in pratica uno schiavo della sostanza, un maniaco dipendente, pronto a tutto, a rubare, a spacciare, a costruire il mercato (nero), produce reddito (illegale) in quanto forza-lavoro, come se non meglio di un lavoratore normale, ottenendo in cambio nessun salario e nessun contratto sindacale. Meglio di così!...

Sul versante politico, gli assuntori di eroina non solo cessano di opporsi attivamente al sistema, ma diventano un terreno assai fertile per la repressione e la provocazione contro i movimenti giovanili di lotta e di protesta. Come si è ampiamente spiegato in un precedente paragrafo. Oggi è sempre più esile e impercettibile, se non addirittura inesistente, il confine tra legalità e illegalità, in modo particolare tra economia legale e illegale, tra la cosiddetta "mafia capitalista", inserita nei circuiti finanziari istituzionali, e la criminalità mafiosa convenzionalmente intesa.

Il crimine e il delitto sono oggi assorti al livello della legge e della norma, su scala globale. Quella che prima si poteva (forse) considerare come una "devianza dalla norma" si è tramutata nel suo esatto contrario, in quanto la devianza si è imposta come norma, intendendo in questo caso per "devianza" soprattutto il delitto, a cominciare dai peggiori crimini commessi dal sistema economico dominante a livello mondiale.

Lucio Garofalo

Fonte: www.canisciolti.info

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