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Societa'

Il colesterolo

14.12.2006
 

Negli anni '60 i dottori per la prima volta ipotizzarono che la diminuzione del livello di colesterolo nel sangue fosse in grado di prevenire gli attacchi cardiaci e le trombosi. Questo portò alla credenza che se si diminuiva il colesterolo, sia tramite medicinali sia diminuendo l'assunzione di grassi, si potevano prevenire gli attacchi di cuore.

Tuttavia, non siamo mai stati in grado di provare una relazione causa-effetto tra il colesterolo e le malattie cardiache. Semplicemente si dà per scontato che le vittime di attacchi cardiaci abbiano un alto livello di tale grasso che, si suppone, sia la causa delle arterie indurite. Si dà anche per scontato che una dieta ad alto contenuto di grassi provochi una catena di eventi che portano agli attacchi cardiaci.

Dopo 30 anni o più di questa medicina "preventiva", emerge la prova che né medicinali per abbassare il colesterolo, né molte delle diete artificiali a basso contenuto di colesterolo, fanno nulla per prevenire le malattie cardiache, e che addirittura potrebbero aumentare la possibilità di morte. Uno studio che riguarda quasi 20.000 uomini e donne di Copenhagen ha dimostrato che, non solo le persone con un alto livello di colesterolo erano a rischio di sviluppare malattie cardiache, il fatto stupefacente era che la maggior parte dei pazienti con problemi cardiaci avevano un livello di colesterolo normale.

Negli anni '50 venne avviato uno studio su sette paesi chiamato appunto Seven Countries Study per capire le cause delle malattie cardiache. Ma dopo aver unito i loro dati, raccolti in più di 25 anni, i ricercatori hanno dovuto concludere che i fattori rischio perché si verificasse un attacco cardiaco erano insieme elementi tra cui il colesterolo, il fumo, l'alta pressione sanguigna e, in particolare, l'alimentazione. Molte persone con alte percentuali di malattie cardiache non hanno alti livelli di colesterolo nella loro alimentazione.

Un altro studio ha scoperto che il problema era più probabilmente il fattore di coagulazione del sangue fibrinogeno. Gli uomini con livelli fibrinogeni più alti avevano quattro volte di più la probabilità di soffrire di malattie cardiache rispetto a quelli con livelli più bassi. I fumatori, pare che abbiano livelli di fibrinogeno alti, il che spiegherebbe il legame tra fumo e attacchi di cuore.

L'ultima teoria è che il fattore rischio principale sia un basso livello di melatonina. I dottori dell'Università di Vienna hanno scoperto che le persone con problemi cardiaci tendono a produrre livelli inferiori di questo ormone durante la notte. Normalmente le persone sane rilasciano la melatonina mentre dormono, e questo ferma o rallenta l'attività delle ghiandole endocrine che influenzano la crescita e il metabolismo.

Fonte: www.disinformazione.it


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