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Societa'

Viviamo nella societa' delle bugie

07.09.2006
 

Esistono infiniti tipi di bugie. Quelle convenzionali, quelle caritatevoli, quelle dette per legittima difesa, quelle proferite a fin di bene. Anche le litoti, gli ossimori, le metafore e tutte le figure retoriche – che spesso usiamo per esprimerci – sono, in fondo, delle bugie. Pur se innocue.

Negli anni Ottanta, per iniziativa di un gruppo di studiosi (tra cui Sergio Bertelli, Giuliano Crifò, Cristiano Grottanelli e Mario Sbriccoli), si costituì, in Italia, una sorta di sodalizio culturale, denominato “Laboratorio di Storia”, che studiò, tra l’altro, la “menzogna”.

Cominciando dall’indagine sul campo semantico del mentire, rilevò che dappertutto – nell’etica, nel diritto (con le sue note fictiones iuris), nella poesia, nella narrativa, nell’arte, nei rapporti quotidiani, nei gesti, nel linguaggio, nelle idee – la menzogna ricopriva un posto di primo piano.

La menzogna, nel corso della storia, ha perfino assunto una forma di resistenza attiva.

Nell’età barocca, fu, infatti, un qualcosa di più di un semplice atteggiamento di difesa passiva dei più deboli nei confronti del potere. Essa sviluppò un metodo ed un vero programma di resistenza attiva, contribuendo ad orientare la discussione politica ed a modificare le forme ed i fini della prassi seguita dal potere stesso.

Anche il Vangelo consiglia la prudenza del serpente accanto alla semplicità della colomba.

Nella menzogna, nel suo scomporsi e nel suo ricomporsi, probabilmente risiedono le radici del nostro modo di pensare e di agire.

Un modo d’essere che impariamo fin da piccoli, quando i grandi ci fanno osservare che, talvolta, dire la verità può essere “maleducato”. Se la zia ha il naso grosso, non si deve dire che il suo naso è brutto. Per fare un esempio.

La menzogna appare, dunque, come il fulcro della nostra società. Se non altro perché, senza di essa, non riusciremo, probabilmente, a comunicare. Chi non è mai ricorso ad una metafora?

Non c’è allora da stupirsi se spesso ci rifuggiamo nella molteplicità delle menzogne. E la società che, così come strutturata, ci induce a farlo, fin da piccoli.

Il problema è, però, quando le bugie si incastrano l’una nell’altra, come nel gioco delle scatole cinesi, fino ad avere la meglio sulla verità. E’ un problema che riguarda tutti. Chi più, chi meno. Ma non per questo dobbiamo sentirci incoraggiati a non risolverlo. Specie se bambini più non siamo.

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