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Societa'

Capello alla corte di Ahmadinejad?

04.04.2007
 

Mancano poco piu' di due mesi alla fine della terribile stagione di Fabio Capello sulla panchina del Real Madrid, stagione che diventerebbe addirittura catastrofica nel caso in cui le "merengues" non dovessero centrare perlomeno l'obiettivo minimo della stagione, a questo punto rappresentato dal quarto posto in campionato che da' diritto a partecipare alla prossima edizione della Champions League.

Per cui la domanda d'obbligo e' questa: cosa fara' Fabio Capello a partire dal prossimo 30 giugno quando, come pare ormai assodato, il Real Madrid gli dara' il benservito? Nella giornata di ieri sono state addirittura due le ipotetiche risposte a questa domanda. La prima, un' indiscrezione riportata dal quotidiano sportivo spagnolo "Sport", prevede il ritiro definitivo del tecnico friulano dall'attivita' di allenatore dopo che avra' incassato i due anni di contratto che ancora lo legano alla societa' madridista.

Tale ipotesi si basa inoltre sul fatto che sarebbero veramente in pochi i club europei di prestigio capaci di garantirgli 5 milioni di euro a stagione una volta lasciata la panchina del Real.

La seconda indiscrezione relativa al futuro del tecnico di Pieris e' decisamente piu' clamorosa e arriva addirittura da Teheran: infatti, secondo quanto riportato nell'edizione di ieri da parte del quotidiano sportivo iraniano "Iran-Varzeshi", nel corso delle vacanze natalizie Capello si sarebbe recato segretamente a Teheran per discutere con la Federazione iraniana la prospettiva di diventare il nuovo allenatore della nazionale locale. E pare che le due parti si siano accordate per un contratto di tre anni.

Da parte sua, la Federcalcio iraniana avrebbe pero' deciso di ufficializzare la notizia solamente al termine della stagione in corso, e in particolare non prima di aver definitivamente risolto la disputa con la Fifa, che nel novembre scorso aveva sospeso l'Iran dalle competizioni calcistiche a causa delle eccessive intromissioni di carattere politico da parte del governo di Ahmadinejad negli affari della Federcalcio nazionale.

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