Questa fusione emana una quantità smodata di calore da cui sarebbe possibile ottenere quantità enormi di elettricità. Per innescare il processo occorre una temperatura assai elevata oppure una pressione gigantesca. Sfortunatamente non sappiamo ancora condurla in modo controllato (fusione fredda). Non è neppure dato di sapere quando questa tecnologia sarà disponibile, infatti, se il professor Rubbia ha parlato di 2025, altri scienziati ugualmente famosi ipotizzano date assai più lontane.
Un errore che bisogna evitare è la costruzione di grossi impianti. Ognuna delle tecnologie esaminate può portare il suo beneficio alla soluzione del problema energetico.
· Una legge che obbligasse le nuove costruzioni e gli edifici pubblici a dotarsi di pannelli fotovoltaici potrebbe portare ad avere una certa produzione energetica. Incentivi ai privati per installare impianti di questo tipo nelle costruzioni già fatte sarebbe un altro passo nella giusta direzione. Con 2-3 chilowatt di potenza installati presso un numero elevato di utenti si otterrebbe una produzione assai ragguardevole di energia.
· Piccoli parchi eolici in zone ventose vicine alle città (dove è già esistente il sistema di trasporto dell'energia elettrica) potrebbero dare un loro contributo senza aumentare lo scempio del territorio come il passato governo pretendeva di fare in Sardegna.
· Piccole centrali a pannelli fotovoltaici potrebbero essere utilizzate per ottenere corrente elettrica per produrre idrogeno per elettrolisi dell'acqua. L'idrogeno così ottenuto potrebbe essere utilizzato per alimentare pile a combustibile per la produzione di corrente elettrica e per l'alimentazione di motori a scoppio finalmente puliti.
Ogni tecnologia darebbe il suo contributo senza creare problemi di impatto ambientale. L'utilizzo dei biocombustibili dovrebbe essere un utilizzo limitato nel tempo e finalizzato a diminuire la dipendenza dal petrolio e dal carbone.
Naturalmente va condotta con mezzi e sforzi adeguati la ricerca sulla fusione nucleare e sui materiali fotovoltaici ancora troppo costosi.
E' ovvio che la cosa più urgente è quella di allontanare dal potere tutti quei politici che hanno interessi nelle consorterie petrolifere.
Il riferimento all'amministrazione Bush negli Stati Uniti è voluto.
di Angelo Aquilino
Fonte: www. megachip.info