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Scienza

Le barriere coralline sono destinate a scomparire

30.11.2006
 
Le barriere coralline sono destinate a scomparire

Molto negativa è l’affermazione di Tyler Smith, scienziata dell’Università delle Isole Vergini : “Visto l’attuale tasso di degrado degli habitat delle barriere, si tratta purtroppo di una previsione plausibile: in 25 anni il 60% del corallo è destinato a scomparire” e soprattutto a causa del riscaldamento globale.

Questa è la grave denuncia fatta dal pool di ricercatori del Coral Reff Task Force americano che in coro hanno dichiarato che ormai circa il 30% delle scogliere madreporiche mondiali, più conosciute come barriere coralline, è irreparabilmente andato distrutto negli ultimi cinquant’anni, mentre un altro 30% è ormai fortemente danneggiato.

La causa, prima fra tutte, è l’innalzamento costante della temperatura dell’acqua del mare: da un lato la forza degli organismi marini diminuisce ed aumenta la loro fatica nell’opporre resistenza all’inquinamento, in particolare quello di origine chimica che, sempre secondo gli studiosi, è esaltato proprio dal riscaldamento globale, dall’altro si diffonde il pericolassimo effetto “bleaching”, cioè sbiancamento: i microscopici polipi, costruttori delle meravigliose strutture delle formazioni coralligene, lentamente muoiono e con loro soffocano le colorate alghe zooxanthelle che vivono in simbiosi, scolorando la madrepora e riportandola al bianco originale del carbonato di calcio di cui è costituita, effetto già tristemente conosciuto sia in Australia che alle Maldive. In conseguenza di ciò si verifica un aumento incontrollato di alghe che entrano facilmente in competizione con i coralli per la luce solare e che hanno una vita ed uno sviluppo molto più semplice e veloce.

Inoltre le alte temperature favoriscono anche un micidiale effetto cocktail fra le numerose sostanze chimiche che circolano nelle acque, come per esempio i comunissimi antivegetativi usati dalle imbarcazioni, per non parlare dei quotidiani nemici delle scogliere come tutti gli scarichi, che provocano l’intorbidimento delle acque e quindi grande difficoltà a ricevere la luce solare per tutti gli organismi sottostanti.
Ecco perché gli esperti prevedono questo rischio molto concreto: una drastica diminuzione fino al 60% delle barriere coralline entro il prossimo quarto di secolo, una perdita non solo per la vista e per il turismo, ma soprattutto per l’intero ecosistema marino.

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